|
Vedere l’Avana è come incontrare una bellissima signora, che però non riesce a nascondere i danni che il tempo le ha provocato. E’ questa la prima impressione che questa città ci ha fatto: i segni della decadenza sono ben visibili (case in stato di abbandono pur essendo abitate, palazzi che necessitano una manutenzione non più rinviabile, strade dissestate in particolare nei quartiere dell’Habana Vieja), ma è netta anche l’impressione che il visitatore ha del benessere e della ricchezza che ha avuto in passato. Lungi da noi fare qualsiasi critica dell’attuale situazione politica, non è questo il luogo; anzi, a onor del vero, dobbiamo dire che all’Avana non abbiamo visto “la Miseria”, come abbiamo visto in altri paesi del “cosiddetto” terzo mondo, ma solo “la Povertà”. D’altra parte, chiunque conosca un po’ si storia di questa città, sa benissimo che la ricchezza del passato era concentrata solo su una parte ristretta della popolazione e che le enormi ricchezze che dall’America arrivavano in Europa, transitando per l’Avana, lasciavano poco a questa città.
La città dell’Avana è posta a ridosso di una insenatura naturale, con un imbocco molto ristretto ed una profondità tale da essere stata subito utilizzata come porto naturale. Questa ha determinato la sua crescita e ne ha fatto la città più importante del Nuovo Mondo nei secoli successivi alla scoperta dell’America. Il porto naturale infatti era un rifugio quasi sicuro in una zona spesso infestata dai pirati (sebbene siano riusciti anche ad effettuare incursioni nella città) e un riparo per i violenti uragani estivi che spesso colpiscono la regione caraibica dove la città si trova.
All’ingresso della baia si trova il bel Castillo del Morro (foto 1 e 2). E’ posto in un rialzo sopra l’ingresso dell’insenatura, sul lato opposto a quello dove si trova la città, e la sua caratteristica struttura fortificata domina il panorama. La fortezza, in stile coloniale, è stata costruita a partire dal XVI secolo proprio a difesa del porto, e ristrutturata successivamente in epoche diverse. L’ultima ristrutturazione risalente al XIX secolo è quella che oggi vediamo. Sono ancora visibili i vecchi cannoni ad avancarica che sono posti in posizione di difesa, ma oggi solo per la gioia del turista. E’ dominato da un faro che probabilmente in passato aveva anche lo scopo di vedetta. Nei secoli passati alla sera, tra la fortezza e l’altro lato della baia, veniva tirata, durante la notte o nei casi di pericolo, una catena per impedire l’acceso al porto.
Dal castello si gode un bellissimo panorama dell’Avana, con il lungomare che parte dalla parte opposta della baia (il famoso Malecòn) e si sviluppa per alcuni chilometri orizzontalmente rispetto al castello, fino a raggiungere i grattacieli che si stagliano sullo sfondo, costruiti negli anni 30-40, nel periodo in cui Cuba subì una forte influenza statunitense (foto 3).
Nella città sono presenti anche numerose altre roccaforti in stile coloniale, di alcune, ormai diroccate, rimangono solo alcuni ruderi, altre sono tuttora in ottimo stato. Una in particolare si trova a ridosso del porto dalla parte in cui si sviluppa la città, all’ingresso dell’Avana Vecchia. Anche questo ha l’aspetto di un fortilizio di tipo coloniale, costruito probabilmente a controllo della città, ma è più piccolo rispetto al Castello del Morro. E’ attualmente la sede della polizia cittadina e purtroppo non è visitabile (foto 4).
Il Malecòn: è il più famoso lungomare dell’Avana: si trova a nord della città, si sviluppa da est ad ovest per circa 7 km patendo dal lato dall’imboccatura del porto e delimitando a nord i tre principali quartieri della città (Habana Vieja, il Centro e Prado-Vedano, (foto 5 e 6). Una passeggiata lungo il marecon è quasi un obbligo per il turista, specialmente nella prima parte quella che costeggia il centro: si gode lo spettacolo di un mare caraibico da un lato e il succedersi di una serie continua di bellissime case in stile coloniale, molte con i caratteristici portici, anche se per la maggior parte in stato di abbandono (foto 7 e 8). Se poi si ha la fortuna di percorrere il Malecòon durante una mareggiata, lo spettacolo a cui si assiste è unico e indimenticabile (si veda il servizio fotografico nella sezione “Book Fotografico”): fontane di acqua altissime che si formano per effetto delle alte onde che si infrangono sulla scogliera e che si susseguono a ritmo continuo creando dei fantastici giochi d’acqua (foto 9).
Habana Vieja: è il quartiere più antico della città, si estende alla sinistra del porto. E’ caratterizzato da strade strette ed edifici di stile coloniale spagnolo con i caratteristici balconi arabeschi (foto 10). Molte strade, pur essendo pulite, appaiono al visitatore come se vi fossero lavori in corso, pur non vedendo persone che vi lavorano. Molte case mostrano evidenti segni di degrado, ma l’intervento umano anche se approssimativo è sempre visibile, volto a tamponare la falle più marcate, forse in attesa di tempi migliori.
Nel quartiere si trova la famosa Bodeguita del Medio una visita per il turista è quasi un obbligo: è un famoso bar dove si recava spesso Ernest Hemingwey, durante i suoi soggiorni a Cuba (foto 11). E’ stato lasciato così come era ai tempi in cui lo frequentava il famoso scrittore americano, proprio per gustare il suo celebre cocktail cubano “mojito”. Lì ancora è messo in bella mostra uno scritto autografo di Hemingwey che decanta la bontà del cocktail della casa (per la cronaca lo abbiamo preso anche noi ma, o perché non siamo degli intenditori o perché probabilmente il turismo ha condizionato i gestori, non lo abbiamo trovato molto diverso da quello che abbiamo bevuto in altri luoghi sempre a Cuba). Sempre nel quartiere si apre improvvisamente una ampia piazza dominata dalla cattedrale (foto 12). La prima cosa che ci colpisce è che sia la chiesa che gli edifici che circondano la piazza sono in ottimo stato di manutenzione. Il complesso con la sua cattedrale (Cattedral de San Cristòbal) ci ricorda una tipica piazza barocca di una città dell’Europa mediterranea. La chiesa risale al secolo XVIII secolo, i palazzi in stile barocco così come la facciata della cattedrale sono molto eleganti. La cattedrale ci ha colpito per le sue non grandi proporzioni, considerando che dovrebbe essere la chiesa più importante di una metropoli come L’Avana; ma quando fu costruita era proporzionata al numero degli abitanti del tempo, che erano in numero ben inferiore rispetto a quelli delle grandi città europee dell’epoca. La facciata è comunque molto bella, meno entusiasmante l’interno.
Non si può, infine, parlando dell’Avana Vecchia, dimenticare la gente che il turista incontra passeggiando nelle sue vie. La cosa che più colpisce è lo spirito allegro che le anima: non si vedono facce tristi, forse è dovuto all’aria che pervade questo paese, sembra che il motto che domini a Cuba sia il “carpe diem”. La musica domina ovunque, e la gente si muove quasi a ritmo, come se seguissero una fantomatica musica. Il popolo cubano è una razza mista, le persone di colore e i mulatti sono quasi la maggioranza, ma non si nota più la differenza, bianchi e neri si comportano allo steso modo: in generale simpatici allegri, pieni di voglia di vivere. Non che manchi chi cerca di approfittarsi del turista, purtroppo qualche esperienza negativa l’abbiamo avuta, persone che ti avvicinano raccontandoti fantomatici problemi di famiglia pur di estorcere qualche soldo l’abbiamo incontrate. Ma in generale sono persone affabili, simpatiche e allegre. Riescono ad inventarsi dei mestieri strani e nuovi, ma veramente utili (si veda ad esempio l‘articolo “mezzi di trasporto a Cuba su questa stessa sezione). A questo proposito ci piace raccontare un episodio che ci è capitato. Il nostro albergo si trovava a circa 15 Km dall’Avana, tutte le mattine prendevamo l’autobus messo a disposizione dall’albergo per raggiungere la città. Verso le 13 dovevamo ritornare in albergo, il problema era che assieme al nostro autobus ne erano posteggiati numerosissimi altri (sicuramente più di 50) tutti turistici e tutti in attesa di riportare le persone ai vari hotel. Ognuno aveva un numero e la raccomandazione era di ricordarsi il numero per poterlo ritrovare. Ebbene la prima volta non riuscivamo a trovare l’autobus, eravamo quasi nella disperazione quando ci si è avvicinato un ragazzo sui 15 anni, che ha tentato un approccio a gesti. Inizialmente l’abbiamo allontanato, avevamo appena avuto una di quelle esperienze negative come raccontato sopra. Ma poi abbiamo capito: il ragazzo era sordo-muto e si era inventato il mestiere di rintracciare gli autobus per i turisti. Gli abbiamo quindi scritto il numero del nostro, è partito di corsa e dopo 5 minuti è tornato trionfante portandoci poi al luogo dove era posteggiato. La gioia che esprimeva per essere riuscito in quello che gli era stato richiesto ci ha veramente commosso!
Centro e Prado: è il quartiere centrale della città caratterizzato dai imponenti edifici costruite tra il XIX e XX secolo. Quello che ci ha principalmente colpito il loro buon stato di manutenzione, alle volte addirittura ottimo, specialmente se confrontato agli edifici dell’Avana Vecchia. I palazzi per la maggior parte sono in stile neorinascimentale, molto imponenti, ma non molto diversi da quelli che si vedono nelle più importanti città europee e americane. Il Capitolio ,ex-sede del parlamento, oggi sede di un museo della scienza, è un austero palazzo in stile neoclassico, ma ricorda molto il più famoso Campidoglio di Washington (foto 14). Vi sono molti altri imponenti palazzi, come il Museo della Rivoluzione, ex palazzo presidenziale, costruito agli inizi del XX secolo risente dei gusti del tempo, è un miscuglio di stili, tra il neoclassico e il liberty (foto 15). In generale comunque nessuno ci ha colpito in modo particolare. Il quartiere è attraversato da una famosa strada destinata in teoria al passeggio: il Paseo del Prado. Si tratta di un viale a doppio senso di circolazione, dove al centro c’è una passeggiata destinata esclusivamente ai pedoni delimitata da una doppia fila di alberi. E’ veramente bello a vedersi, notevole anche per gli edifici che lo delimitano. Sia la strada che gli edifici sono in buono stato di manutenzione. Abbiamo provato a percorrerlo, non siamo resistiti più di 5 minuti. L’aria è irrespirabile a causa dei gas di scarico dei mezzi che lo percorrono ed in più il rumore è insopportabile.
Vedano e Plaza: è il quartiere più moderno della Città, si estende nella parte ovest, dove è delimitata dal mare e dove si trova la zona delle ambasciate con numerosissime fantastiche ville. Era il quartiere dove prima della rivoluzione risedeva la borghesia locale, per la maggior parte fuggita negli USA dopo l’avvento di Castro. Oggi oltre agli addetti alle ambasciate vi risiedono i numerosi europei (alcuni anche italiani) che hanno scelto Cuba come patria di adozione. A nord, delimitati dal Marecon, ci sono numerosi grattacieli in stile anni 30-40, tra questi domina l’Hotel Nacional, famoso per aver ospitato negli anni 40-50 famosi personaggi, anche di non limpida fama, e consacrato anche dalla cinematografia americana di quegli anni. Nel quartiere si trova anche la gelateria Coppelia, divenuta celebre grazie al film “Fragole e Cioccolato” degli anni ’90, molto apprezzato anche in Italia (foto 16). A noi ha molto deluso; a parte una discutibile struttura moderna e la bella posizione (è posta al centro di un parco molto ben curato), la sensazione che si ha è quella di una produzione e distribuzione industriale di gelati: file interminabili di persone in attesa di essere servite in una specie di mensa e per poi raggiungere un posto a sedere in squallidi tavoli non diversi da quelli delle nostre mense aziendali. Sulla qualità del gelato non possiamo dire nulla, visto che non ce la siamo sentiti di metterci in fila. Un altro luogo deludente è la Plaza della Revolutiòn: è il luogo dove Fidel Castro tiene le sue oceaniche adunate. Ogni visita guidata alla città parte sempre da questa piazza: si tratta di un grande spiazzo dominato da un lato dal memorial José Martin, un monumento degli anni ’50 del secolo scorso, per i nostri gusti non eccezionale. Per il resto la piazza non presenta assolutamente nulla di interessante.
Ci piace concludere queste nostre impressioni sull’Avana, con un’emozione che abbiamo vissuto e che per noi tuttora è il ricordo più vivo che questa città ci ha lasciato. L’emozione ce l’ha data una cantante che abbiamo sentito esibirsi nel chiostro del palazzo dell’Artesania (foto 18 e 20). Questo edificio si trova lungo la via che costeggia la baia al limite dell’Avana Vecchia, là dove posteggiano gli autobus che portano i turisti dagli hotel al centro città e vicino a dove si tiene nei primi tre giorni della settimana un interessante mercato di arte e artigianato locale (che consigliamo di visitare). Si tratta di un palazzo probabilmente risalente al XIX secolo, perfettamente restaurato, con un bellissimo chiostro interno. E’ attualmente un centro commerciale dove si trovano negozi specializzati in artigianato cubano e oggetti da regalo, oltre a bar e tavola calda. Qui la mattina si esibiscono complessi e cantanti locali e qui abbiamo avuto la fortuna di ascoltare la cantante di colore Carmen Flores (foto 19). Il suo repertorio è nell’ambito della classica musica cubana, ma non esageriamo nel dire che è una delle voci più belle che abbiamo mai sentito, potente calda, spazia dagli alti ai bassi con una facilità impressionante. Ci siamo veramente entusiasmati, siamo rimasti lì ad ascoltarla per tutta la mattinata e abbiamo anche avuto la fortuna di riascoltarla nei giorni successivi (in genere due o tre volte alla settimana tiene là la sua esibizione). Ora non ci resta che di risentire di tanto in tanto la sua voce nei CD che abbiamo acquistato e riprovare tutte quelle emozioni che Cuba ci ha dato. |

1- Castillo del Morro

2- Castillo del Morro (le mura)

3- vista dal castello del Morro

4 -sede della polizia cittadina

5 -Malesòn vista ovest

6- Malecòn vista est
 7- case a Malecòn (ristrutturate)

8- case a Malecòn (da ristrutturare)

9- mareggiata a Malecòn

10- una via dell’Avana vecchia

11- La Bodeguita del Medio

12- La piazza con la cattedrale

13- Allievi di una scuola

14- Il Capitolio

15- Museo della Rivoluzione
 16- Gelateria Coppella

17- Monumento a Don Chisciotte

18– Palazzo dell’Artesania
 19– Carmen Flores

20– Vetrata nel Palazzo
dell’Artesania |