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Un viaggio in Egitto è stato un sogno che abbiamo coltivato per anni. Questo paese ha sempre esercitato un richiamo particolare certamente per le bellezze artistiche e naturali che offre, ma forse la ragione principale è per il fascino storico che ha esercitato in noi fin da quando eravamo ragazzi.
Quando abbiamo finalmente deciso di partire, dietro anche consigli di amici, abbiamo scelto un tour operator che vantava una grossa esperienza nell’organizzazioni di viaggi in medio oriente. In effetti dobbiamo subito dire di aver fatto un’ottima scelta: l’organizzazione è stata impeccabile, ottimi servizi, alberghi e battello fluviale di alta categoria.
Siamo partiti una mattina di dicembre di una tipica grigia giornata invernale milanese dall’aeroporto di Linate, per atterrare dopo qualche ora all’aeroporto del Cairo.

Il Cairo: è una metropoli piena di contraddizioni, ma molto affascinante. La prima cosa che colpisce è il traffico caotico e lo smog che nelle vie centrali rende l’aria quasi irrespirabile. Poi quartieri residenziali molto belli e ben tenuti che si alternano a quartieri popolari molto degradati. Ma quando si raggiunge il Nilo, la città assume subito un fascino diverso: forse è la grandiosità di questo fiume che esalta gli edifici che la circondano, forse è un effetto psicologico legato a quello che il Nilo ha rappresentato nello sviluppo della nostra civiltà.
Arriviamo al Mariott Hotel nel pomeriggio inoltrato. L’albergo è situato sulla sponda sinistra del fiume, dopo meticolosi controlli all’ingresso (i controlli di polizia sono una costante che ci accompagnerà per tutto il viaggio) entriamo in uno degli alberghi più belli che mi sia mai capitato di vedere: una hall molto elegante, un susseguirsi di bellissimi saloni con arredamenti o di tipo europeo o arabo. Ci viene assegnata una camera con una vista sul Nilo da mozzafiato.
La mattina successiva è stata dedicata alla visita al Museo Egizio. Tanto è il materiale esposto e così di alto livello che dedicargli una mezza mattinata è sicuramente molto limitativo, solo sufficiente per farsi un’idea della raffinatezza e della bellezza raggiunta da questa civiltà. Da non perdere è sicuramente il tesoro di Tutankhamon. Non staremo qui a descrivere le meraviglie esposte in questo museo (d’altra parte la descrizione si trova ampia e particolareggiata in ogni guida), ma solo vogliamo riportare alcune impressioni. Ci ha affascinato il realismo con cui è stato rappresentato il faraone Akhenaton, sia nelle sculture che nei bassorilievi; e che dire poi della leggerezza dei carri di Tutankhamon e del designer delle sue seggiole in legno. Ci ha colpito anche vedere tra tanti gioielli in oro il pugnale di ferro trovato vicino alla mummia del giovane faraone. Si tratta forse di un dono ricevuto dagli ittiti, infatti gli antichi egizi non conoscevano il ferro e per loro questo materiale era una cosa rara e molto più preziosa dell’oro.
Pagando un extra è possibile accedere alla sala dove sono conservate alcune mummie tra le quali quella del più famoso faraone Ramsse II. In realtà a nostro avviso questa visita non offre molto di interessante se non per il significato storico che questi personaggi hanno rappresentato nella storia dell’antico Egitto.

Giza: il pomeriggio è stato dedicato alla vista alle piramidi di Cheope, Chefren e Micerinos. La metropoli del Cairo ormai assedia da vicino le famose piramidi ed il sito archeologico di Giza creando notevoli problemi di inquinamento ambientale.
Lo spettacolo delle piramidi visto dall’alto è entusiasmante, ma la visione da mozzafiato è stata quando abbiamo visto il complesso dal basso, con in primo piano la Sfinge e sullo sfondo le tre piramidi. L’emozione è stata grandissima, parafrasando una celebre frase, ci siamo veramente sentiti davanti a migliaia anni di storia. Per la cronaca proprio qui la mia macchina fotografica digitale ha smesso di funzionare, lasciandoci nella crisi più nera. Il nostro viaggio in Egitto è proseguito utilizzando una vecchia macchina fotografica a pellicola che per sicurezza avevamo portato.
Vogliamo dare un consiglio, evitate la visita interna alle piramidi, non ne vale assolutamente la pena ed è assolutamente sconsigliata per chi non ama i luoghi chiusi. Nel periodo in cui abbiamo visitato Giza, era possibile l’accesso all’interno della piramide di Chefren, ovviamente dietro pagamento. Tramite uno strettissimo e lunghissimo corridoio molto in pendenza ed alto non più di un metro si accede, camminando chinati, ad una stanza situata nel cuore della piramide dove non c’è assolutamente nulla da vedere, dove l’aria è irrespirabile e dove l’unica desiderio che si prova e il bisogno di fuggire via e tornare all’esterno.

Luxor: Il giorno dopo ci siamo trasferiti tramite volo aereo nella città di Luxor, l’antica Tebe capitale dell’antico Egitto nel periodo di maggior splendore. La giornata è stata dedicata alla visita del tempio di Karnak e di Luxor.
Il primo è un imponente complesso dedicato dagli egizi alla loro massima divinità, che si è sviluppato, ampliandosi e arricchendosi nel giro di 2000 anni con stili e gusti diversi legati alla storia dell’Egitto. E’ ora una straordinaria struttura che racchiude mura ricchi di bassorilievi, bellissimi colonnati che delimitano cortili e gruppi di maestose colonne istoriate raggruppate che danno un senso di oppressione al visitatore per la loro imponenza e vicinanza. Ovunque statue, obelischi e sfingi, tutti gli stili che hanno dominato la storia dell’Egitto sono presenti, per lo studioso e l’amante di questa civiltà Karnak è un libro aperto.
Un viale di circa 3 Km delimitato da bellissime sfingi, solo parzialmente recuperato, univa Karnak al tempio di Luxor, dedicato al dio Amon Ra. Il complesso è più piccolo, ma non meno interessante; anche questo rimaneggiato ed ampliato successivamente negli anni, racchiude diversi stili, anche vestigia romane ed arabe. Da notare è il bellissimo obelisco all’ingresso; all’origine erano due, uno fu portato in Francia nel periodo napoleonico e abbellisce attualmente Place de la Concorde di Parigi.
Abbiamo avuto anche tempo per dare una rapida occhiata al suq di Luxor. Per la verità non ci ha molto entusiasmato l’ambiente, sia per le condizioni igieniche che lasciavano molto a desiderare, sia per l’assalto continuo ed estenuante che il visitatore subisce dai vari venditori.
La sera abbiamo raggiunto il battello fluviale su cui avremmo effettuato la crociera sul Nilo. Il battello era ormeggiato presso la cittadina di Esna, a circa 50 Km a sud di Luxor, dopo le chiuse del fiume. In quel periodo erano in manutenzione e non era possibile ai battelli superarle, pertanto per un paio giorni, fino a quando non fosse iniziata la crociera sul Nilo, avremmo avuto qui la nostra base.
A Esna abbiamo preso possesso del battello su cui avremmo trascorso quasi tutto il resto della nostra vacanza egiziana. “The Oberoi Phile”, questo il suo nome, più che un battello era un lussuosissimo albergo, curato nei minimi particolari, con un personale di servizio altamente specializzato. Nel battello era ospitato il nostro gruppo (una decina di persone), più un gruppo tedesco (anche loro non più di dieci persone) e anche il basso numero di ospiti forse ha contribuito al trattamento veramente eccezionale che abbiamo avuto. Vi erano tre ponti con saloni camere e servizi, più un quarto ponte aperto dove vi era una piscina e la possibilità di prendere il sole. Le camere, pur essendo piccole, erano ben arredate e funzionali, ognuna con i propri servizi.

Necropoli di Tebe (Luxor): la visita alla necropoli di Tebe ha rappresentato il culmine del nostro viaggio. La “città dei Morti” si trova dalla parte opposta della città di Luxor rispetto al Nilo. Per prima si incontrano i due colossi di Memmon, due gigantesche statue alte quasi 17 m, che sono tutto quello che resta del tempio funerario del faraone Amenophis III, ma ciò che più ci ha entusiasmato è il tempio funerario della regina Hatsehpsut che abbiamo visitato subito dopo. Si tratta di una struttura a terrazze, costruita a ridosso di una parete rocciosa, con colonnati sovrapposti ed una imponente scalinate di accesso centrale. Ci ha sconcertato la modernità di questa architettura, molto diversa da quelle finora viste, che sicuramente deve aver ispirato molti architetti del XX secolo.
Abbiamo poi raggiunto la zona dove si trovano le tombe dei faraoni, dignitari e altri funzionari del regno. Per problemi di conservazione, vengono aperte al pubblico a rotazione 3-4 tombe alla volta. Ne abbiamo visitate 3 di tre periodi storici diversi e di conseguenza in stili artistici diversi. La bellezza delle pitture, la raffinatezza dei bassorilievi, l’imponenza dei sarcofaghi, tutto contribuisce ad esaltare il mitico mondo dell’antico Egitto. Abbiamo infine visitato anche la tomba di Tutankhamon: sebbene sia la più famosa, è la meno interessante di quelle viste, infatti anche il visitatore inesperto nota una certa fretta nel realizzarla, dovuta certamente alla morte prematura del giovane faraone che ha imposto agli artisti dell’epoca tempi ristretti.

Denderah: Alla visita del tempio della dea Iside-Hathor (dea della fertilità, dell’amore e della gioia) è stata dedicata la giornata successiva. Il tempio si trova a Denderah, circa 50 km a nord di Luxor. Abbiamo raggiunto il tempio insieme ad altri autobus turistici, accompagnati da una imponente scorta di polizia. Il complesso è molto ben conservato e salendo sul tetto del grande tempio si può ammirarlo in tutta la sua imponenza. Ci ha anche colpito vedere dall’alto la demarcazione netta tra il deserto alle spalle del tempio e la zona altamente rigogliosa di vegetazione lungo il Nilo. Da notare le rovine d un’antica chiesa copta costruita all’interno del complesso.

Esna: nella cittadina si trovava il tempio di Khnum, risalente all’epoca greco-romana. Oggi del complesso è rimasto solo una sala con 24 imponenti colonne. Interessante è anche il suq di Esna, non gradissimo è tuttavia ben tenuto e meno caotico di quello che abbiamo visto a Luxor.

Edfu: al terzo giorno, dopo il nostro alloggiamento nel battello finalmente siamo partiti ed è iniziato la crociera sul Nilo. Prima tappa è Edfu, dove siamo arrivati dopo qualche ora di navigazione. La città è famosa per il tempio colossale databile tra l’antico regno e l’epoca tolemaica, dedicato al dio Horus. Raggiungiamo il complesso al mattino, attraversando un affollatissimo mercato. E’ veramente imponente, un susseguirsi di stanze delimitate da colonne e pareti con bellissimi bassorilievi, che all’origine erano dipinti, tracce dei colori originali sono ancora ben visibili. Purtroppo molti bassorilievi hanno subito dei notevoli danni infertigli dai copti, nei primi secoli dell’era cristiana, quando per ragioni religiose hanno cancellato molti volti rappresentati nei bassorilievi.

Kom Ombo: raggiungiamo questa località nel pomeriggio inoltrato. Qui si trova un grande tempio risalente al periodo greco-romano. E’ collocato sopra una collinetta che domina il Nilo. Abbiamo visitato il tempio al crepuscolo, sotto l’effetto di una illuminazione artificiale che ne ha aumentato il fascino. Anche qui dominano i bassorilievi di notevole raffinatezza, che istoriano pareti e colonne. Da non perdere quelli che raffigurano strumenti chirurgici.
All’uscita dal complesso, non molto lontano da dove era ormeggiato il nostro battello, ci siamo fermati in un locale, tipo bar-ristorante, circondato da un bellissimo giardino. Il proprietario era un distinto signore, vestito elegantemente in stile arabo, che ci ha invitato a visitare tutto il complesso da lui realizzato. Ci ha spiegato che era nubiano e si era trasferito qui con la famiglia, dopo che aveva dovuto abbandonare il suo paese originale sommerso dalle acque dopo la costruzione della diga di Aswan. Qui aveva ricostruito una tipica casa nubiana che con orgoglio ci ha voluto far visitare. Parlando non nascondeva una forte nostalgia per la terra che aveva dovuto abbandonare a cui ogni oggetto presente in quella casa ancora lo legava. Era sempre seguito dai figli che lo trattavano con un rispetto reverenziale, era una famiglia all’antica ancora di tipo patriarcale.

Aswan: la città è famosa per la grande diga costruita negli anni ’60 che ha dato origine al lago Nasser, il secondo bacino idrico artificiale al mondo per dimensioni. E’ anche famosa per il tempio dedicato a Iside noto come Tempio di Philae. Originariamente si trovava nell’omonima isola, ma per evitare di essere sommerso dalle acque del Nilo, durante la costruzione della grande diga, è stato smontato e rimontato nell’isola di Agilkia, su progetto e lavoro di imprese italiane. E’ risalente al periodo greco-romano, costruito in gran parte durante il periodo della dinastia dei Tolomei, subì però anche ampliamenti da parte di imperatori romani come Augusto e Traiano e fu centro di culto molto attivo fino ai tempi dell’editto di Costantino. E’ ancora ben conservato e la struttura e molto affascinante, sicuramente da non perdere.

Abu Simbel: si trova nell’estremo sud dell’Egitto, a 300 Km circa a sud di Aswan, ai confini con il Sudan. Abbiamo raggiunto questa località via aereo il giorno dopo del nostro arrivo ad Aswan. E’ una escursione che consigliamo di fare. Qui si trovano due famosi templi: quello più grande di Ramasse II e quello più piccolo di Hathor e Nefertari. Negli anni ’60 furono smontati pezzo per pezzo e ricostruiti in posizione più elevata, con un impegno a cui presero parte moltissime nazioni, per evitare che venissero sommersi dalle acque del Nilo dopo la costruzione della grande diga. Fu pure ricostruito l’ambiente nelle stesse condizioni in cui i due tempi erano all’origine collocati. Qualsiasi descrizione è sicuramente limitativa, l’imponenza (quattro statue di 20 metri dominano la facciata del grande tempio di Ramesse II), l’eleganza delle decorazioni, la struttura inusuale rispetto a quelle finora viste, tutto contribuisce a rendere il luogo veramente eccezionale e solo vedendolo dal vivo si riesce a valutarne appieno la bellezza e la grandiosità

Il ritorno al Cario ha segnato la fine della nostro indimenticabile tour. Invece di dedicare l’ultima mezza giornata a disposizione per la visita a questa città, abbiamo preso un taxi e ci siamo fatti portare a Giza per poter rivedere per l’ultima volta lo spettacolo da mozzafiato della sfinge con dietro le tre piramidi, per poter così conservare indelebile il ricordo di uno dei più bei viaggi che abbiamo mai fatto.

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Il Cairo

Il Cairo - il Nilo
Museo Egizio del Cairo

Museo Egizio del Cairo

Museo Egizio del Cairo

Giza – Piramidi

Giza – la Sfinge

Luxor – Tempio di Karnak

Luxor – Tempio di Karnak

Il Nilo

Tempio di Luxor

Tempio di Luxor

Tebe
Tempio della regina Hatsehpsut

Luxor – il suq

Tramonto sul Nilo

Dendera –ingresso del tempio

Il tempio di Esna

Tempio di Edfu
Tracce della colorazione originale

Tempio di Edfu

Tempio di Edfu

Aswan – tempio di Philae

Abu Simbel

Abu Simbel

Museo Egizio del Cairo |