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Il
nostro
“giro”
fai da
te è
durato 3
settimane:
Messico
del sud,
Guatemala
e un po’
di mare,
sia sul
Pacifico
sia ai
caraibi.
Non mi
dilungherò
troppo
nei
racconti,
ma più
che
altro
voglio
raccontare
il
nostro
itinerario
e dare
alcuni
consigli
utili,
rispondere
a
qualche
dubbio o
perplessità
che
spesso
si ha
prima di
partire.
VALUTA:
Messico
= pesos
(p)
Guatemala
=
quetzal
(Q)
USA =
dollaro
($)
Italia =
Euro (€)
10p = €
0,81
10Q = €
1,10
$1 =
7,8Q
$1 = 11p
(tutti i
prezzi
che
andrò ad
indicare
sono
cadauno,
tranne
gli
alloggi
che si
riferiscono
a camera
matrimoniale
per una
notte).
Innanzitutto
ci tengo
a dire,
e a
ribadire,
che il
periodo
migliore
per
esplorare
luoghi
del
genere
non è
certamente
Agosto,
ma non
potendo
prendere
3
settimane
di ferie
in un
altro
periodo
dell’anno
non ci
siamo
fatti
troppi
problemi
a
partire
il 12
Agosto.
E non ce
ne siamo
pentiti.
Quindi
….
via!!!
Venerdì
12
Agosto:
dopo
aver
confermato
e pagato
ad
Aprile
(!!!) i
biglietti
aerei,
siamo
partiti
io e la
mia
morosa
con
Iberia
da
Bologna
alle
7:00,
scalo a
Madrid
(2h) e
poi
dritti
fino a
Città
del
Messico
(11h30’)
dove
siamo
arrivati
alle
17:30.
Qui sta
il primo
inghippo
di
partire
in
Agosto:
il volo
andata e
ritorno
(Bologna/Mexico-city
e Cancun/Bologna)
ci è
costato
la
bellezza
di €
1.100 a
testa;
bastava
andarci
in
Luglio o
Settembre
e
costava
la metà.
Inoltre
occorre
prenotare
molti
mesi
prima
perché i
voli più
economici,
e il
nostro
lo era,
si
riempiono
subito.
Appena
arrivati
a Città
del
Messico
ha
cominciato
a
piovigginare
ma
grazie a
Dio non
si è mai
tramutata
in
pioggia
vera e
propria.
Ci siamo
fatti
venire a
prendere
in
aereoporto
dall’autista
dell’Hotel
dato che
ci
costava
un po’
di meno
del taxi
e
abbiamo
potuto
subito
renderci
conto
della
megalopoli
in cui
eravamo
finiti.
L’ostello
si
chiama
Hostal
Moneda,
a due
passi
dalla
cattedrale
e quindi
dallo
zocalo
(la
piazza
di ogni
città
messicana);
l’avevamo
prenotato
con
internet
da casa
e ci è
costato
170p per
notte.
Dico
subito
che è un
posto
piuttosto
spartano
e
“scassato”
ma
economico,
spesso
tutto
esaurito.
Noi
avevamo
una
camera
privata
con
bagno.
Gli
unici
alberghi
trovati
pieni
durante
tutto il
viaggio
sono
stati
proprio
gli
ostelli.
Questo
inoltre
offriva
colazione,
cena e
due gite
a scelta
con
guida e
mezzo di
trasporto!!!
Il posto
non era
il
massimo,
ma è
enorme
la
comodità
di
essere
in
piazza e
a due
passi
dalla
metro.
Una
volta
appoggiati
gli
zaini a
terra
(non ci
sono
armadi)
siamo
corsi a
plaza
Garibaldi
a piedi,
dove
decine
di
mariachi
suonano
canzoni
e
serenate
ai
turisti
di
passaggio.
Sabato
13
Agosto:
colazione
sul
terrazzo
dell’ostello
e via in
metro
(2p a
corsa)
fino al
Terminal
Norte
dei bus.
Qui
abbiamo
prima
comprato
i
biglietti
per
Oaxaca
per i
giorni
dopo e
poi
preso il
pullman,
costo
50p, che
si reca
in
un’ora a
“Teotihuacàn”,
splendido
sito
archeologico
con le
piramidi
(ingresso
38p).
Una
volta
entrati,
abbiamo
percorso
a piedi
i due Km
del sito
(per
fortuna
sotto al
sole) e,
giunti
in
fondo,
abbiamo
tentato
di
uscire
da la,
per
vedere
se
c’erano
autobus
sulla
strada e
avevamo
ragione.
Ci siamo
risparmiati
così
altri 2
Km per
ritornare
all’ingresso.
Allo
stesso
costo
siamo
così
tornati
a città
del
Messico.
Dopo
pranzo
abbiamo
fatto
una
passeggiata
nello
zocalo,
visitato
la
cattedrale
e ci
siamo
infilati,
per
curiosità,
nel
mercato
dietro
al
Palacio
Nacional.
Il
mercato
non è né
caratteristico
e né per
turisti:
è
semplicemente
il
“loro”
mercato.
Comunque
è a dir
poco
fantastico,
enorme,
colorato
e
Messicano.
Pieno di
gente e
di
carretti
ambulanti,
con
odori
più o
meno
buoni
(!!); ad
ogni
incrocio
partono
vicoli e
strade
strapiene
di
bancarelle
e,
trasportati
dall’
emozione,
ci siamo
inevitabilmente
persi!
Nulla di
grave,
basta
chiedere
per lo
zocalo e
il gioco
è fatto.
Cena sul
terrazzo
dell’ostello
poi
passeggiata
serale
fino
alla
torre
Latino
Americana.
Pagato
il
biglietto
si sale
fino al
44°
piano da
dove si
ha una
vista
mozzafiato
di tutta
la città
illuminata.
Domenica
14
Agosto:
colazione
in una
“panderia”
del
centro
(quella
dell’ostello
non è il
massimo)
poi in
metro
fino al
museo di
Antropologia
(38p).
Molto
bello e
ricco di
resti
Maya.
All’uscita,
dall’altra
parte
della
strada,
abbiamo
assistito
ad uno
spettacolo
di
voladores.
Devo
dire che
è stato
piuttosto
emozionante
e non ci
è mai
più
capitato
di
incontrarne
altri.
Trasferimento
in metro
più taxi
al
quartiere
di
Coyoacàn
(la
metro
non ci
arriva).
I taxi
sono
comodi e
veloci,
ma
occorre
sempre
chiedere
il
prezzo
prima di
salire
anche
perché
bene o
male
sanno
comunque
farci
sempre i
conti. A
parte
Città
del
Messico,
il
taxametro
non
esiste e
ognuno
fa il
suo
prezzo…..ocio!!
Questo è
un
quartiere
carino,
con i
girdini
pieni di
mercatini
caratteristici
e bei
localini.
Si
respira
un’aria
tranquilla
e
rilassante.
Abbiamo
pranzato
in un
ristorantino
e fatto
i primi
acquisti
messicani.
Successivamente
con il
taxi si
è
raggiunta
Plaza de
toro
dove si
trova la
più
grande
arena
del
mondo:
65.000
posti
(di
fianco
allo
stadio).
Ero
troppo
curioso
di
vederla,
ma non
mi sarei
mai
aspettato
che ci
fosse
stata
proprio
alla
domenica
una
corrida
alle
16:30.
Come
resistere,
per 45p
siamo
entrati
e
abbiamo
assistito
per la
prima
volta a
questo
“discutibile”
spettacolo.
Certo lo
spettacolo
è un po’
crudele,
ma
abbiamo
visto
anche
trionfare
un toro
ed
uscirne
vincitore,
sulle
sue
gambe….il
torero
non
proprio!
Comunque
tutto fa
folklore
e anche
questo è
Messico.
Dimenticavo,
turisti
presenti
oltre a
noi:
zero!
Terminata
la
corrida
siamo
ritornati
all’hotel
per la
cena.
Voglio
precisare
che i
2300m di
altitudine
di Città
del
Messico
fanno si
che la
temperatura
è
piuttosto
gradevole:
felpa
alla
mattina
e alla
sera, ma
con il
sole si
sta
piacevolmente
in
T-shirt.
Lunedì
15
Agosto:
sveglia
presto e
giù in
metropolitana
(apre
alle
6:00)
fino al
terminal
Norte.
Partenza
per
Oaxaca
alle ore
7:30 con
linea
ADO
(540Km,
6h) al
costo di
320p.
Primo
contatto
con
questi
autobus
tanto
blasonati
e il
giudizio
è
ottimo.
Addirittura
fanno il
check-in
dei
bagagli
con
tanto di
cartellino
di
riconoscimento
e
riconsegna
da parte
del
personale.
Molto
professionali.
Il
viaggio
è
tranquillo,
si sale
in cima
a
montagne
altissime
e si
possono
scorgere
vette
innevate.
Per la
cronaca
l’aria
condizionata
oscilla
tra i
18°C e i
20°C.
Appena
arrivati
ad
Oaxaca
ci siamo
fatti
portare
da un
taxista
all’hotel
Antonio’s,
scelto a
caso
sulla
guida e
molto
bello, a
due
passi
dallo
zocalo.
Piuttosto
costoso:
500p una
notte
senza
colazione.
Passeggiata
per il
centro e
pranzo
sotto i
portici
della
piazza.
Nel
pomeriggio
visita
di
chiese e
del
mercato
coperto
della
città,
bellissimo,
turistico
e locale
allo
stesso
tempo,
molto
colorato
e pieno
di….
cavallette
fritte!
Poco
dopo si
è
rovesciato
un’acquazzone
violento
che,
terminato
dopo
un’oretta,
ci ha
ricordato
di
essere
nella
stagione
delle
piogge.
Durante
la
serata
abbiamo
anche
assistito
ad un’
inaspettato
spettacolo
pirotecnico
davanti
al
sagrato
della
cattedrale
per la
festa
dell’assunzione.
Anche in
questa
città,
ben
sopra ai
1000m,
le
temperature
erano
piuttosto
fresche
e solo
con il
sole
pomeridiano
si
poteva
sfoggiare
la
maglietta
mezzamaniche.
Martedì
16
Agosto:
dopo
aver
cercato
invano
di fare
una
colazione
all’italiana
(che
pretese!)
abbiamo
deciso
di
organizzarci
la
giornata
per
conto
nostro,
evitando
le
agenzie
viaggi.
Il
nostro
obbiettivo
era di
andare
all’albero
del Tule
e al
sito di
monte
Alban.
Nessuna
agenzia
le
“trattava”
nella
medesima
giornata
e ad una
o
all’altra
affiancavano
altre
escursioni
per noi
“perditempo”.
Morale
della
favola
abbiamo
chiesto
informazioni
e siamo
andati
in taxi
fino al
terminal
bus di
2°
classe
(è dalla
parte
opposta
di
quello
ADO); da
qui con
un
mini-bus
locale
siamo
andati
al
vicino
paesino
di “El
Tule”
(1h) per
ammirare
l’albero
più
antico
del
mondo
(secondo
loro).
In
effetti
è
piuttosto
mostruoso
e bello.
Si
visita
la
chiesetta
di
fianco e
non
resta
altro
che fare
una
passeggiata
per il
piccolo
paesino,
pranzo e
ritorno
ad
Oaxaca.
Rimaneva
di
andare
al sito
e sempre
dal
terminal
di
seconda
classe
si è
preso il
pullman
per il
sito di
Monte
Alban
(costo
38p),
posto a
qualche
chilometro
sopra la
città,
in
montagna.
Il sito,
secondo
noi, non
è niente
di
eccezionale.
Tra
l’altro
c’è
rimasto
ben poco
e dopo
aver
visto
Teotihuacàn
è un po’
deludente.
Dopo
poco più
di
un’ora
ritorniamo
in città
col taxi
(per il
pullman
c’era
troppo
da
aspettare).
Nuovamente
in
centro
si è
passeggiato
nelle
vie
piene di
“cioccolaterie”
(la
città è
rinomata
per il
cacao),
le quali
emanavano
fantastici
odori e
facevano
lavorazioni
artigianali
direttamente
in
negozio.
Cena
nello
zocalo e
alle
21:00
partenza
per
Puerto
Escondido
sempre
con
pullman
ADO
(costo
275p).
Mercoledì
17
Agosto:
dopo 10h
di curve
e
centinaia
di km
siamo
arrivati
a Puerto
Escondido,
alle
7:00
della
mattina.
Finalmente
il
Pacifico,
finalmente
il caldo
torrido
e umido.
Subito
un taxi
fino
all’ostello
Mayflower,
già
prenotato
con
internet,
costo
138p per
una
doppia
con
bagno.
Appoggiati
i
bagagli
ci siamo
subito
lanciati
a spasso
per il
paese e
devo
dire che
l’emozione
era
notevole,
dopo
anni che
sognavo
questo
luogo
finalmente
c’ero
arrivato.
Il
desiderio
di
raggiungere
questa
meta
l’ho
maturata,
come
molti,
dopo il
film di
Salvatores
e tutti
i
ristoranti
italiani
ne
portavano
traccia.
Fatta la
colazione
in uno
dei
pochi
bar
aperti
ci siamo
incamminati
verso la
spiaggia,
quella
piccola
del
paese
dove i
pescatori
arrivavano
con le
loro
barche
stracolme
di
pesce.
Lentamente
abbiamo
camminato
fino
alla
spiaggia
di
Zicatela,
sempre
lungo il
bagno-asciuga,
in una
pace
mattutina
proprio
rigenerante.
Questa è
la
spiaggia
più
grande,
ampia e
lunga,
dove le
onde
sono
enormi e
l’oceano
Pacifico
s’infrange
con
tutta la
sua
violenza
sulla
costa.
Fare il
bagno è
impossibile……
e
vietato!
E come
fanno
vedere
nei
film,
ecco i
surfisti!!
Quelli
veri,
Americani,
fustacchioni
belli e
muscolosi
che la
mia
morosa
ha tanto
apprezzato.
Certo
che
nella
riviera
romagnola
delle
robe del
genere
non le
vedi
spesso e
prendere
il sole
con i
“tuoni”
delle
onde è
piuttosto
eccitante.
La
spiaggia
è piena
di
bar-ristoranti
che
mettono
a
disposizione
lettini,
ombrelloni
e
amache.
Non
pensiate
di
vedere
sdrai di
plastica
e
ombrelloni
colorati
perché è
tutto
piuttosto
spartano
e
decadente,
di legno
e di
paglia.
Dicono
che
Puerto
abbia
perso il
suo
fascino
da
quando è
stata
scoperta
dal
turismo
di
massa.
…..Mah
che
massa?
Di
turisti
ce
n’erano
pochissimi,
i
ristoranti
sempre
vuoti e
le
spiagge
pure!
Non sono
molto
d’accordo
con
queste
dicerie,
il paese
è ancora
piuttosto
spartano,
“scassato”
e
assolutamente
Messicano.
Se
qualcuno
lo
paragona
a Playa
del
Carmen…..che
Zeus lo
strafulmini!!
Nel
pomeriggio
si è
rannuvolato
e
qualche
goccia
ci hanno
fatto
godere
del
relax di
stare su
un’amaca
sotto ad
una
tettoia.
Cena in
paese da
Claudio,
ristorante
italiano
di pesce
che
proietta
il film
di
Salvatores
tutte le
sere.
Mitico!!
Dopo
cena
passeggiata
per la
via
principale,
piena di
negozietti
e
bancarelle
per
turisti.
Giovedì
18
Agosto:
Puerto
Escondido;
in taxi
fino
alla
spiaggia
di
Carrizalillo,
una
piccola
insenatura
attrezzata
e
tranquilla
dove si
puo’
fare il
bagno……….
stando
molto
attenti.
Pranzo
in
spiaggia
e cena
in
paese.
Venerdì
19
Agosto:
Puerto
Escondido;
mare e
relax
nuovamente
a
Zicatela,
per
ammirare
per
l’ultima
volta le
evoluzioni
dei
surfisti.
Purtroppo
il tempo
non è
clemente
e fino a
metà
pomeriggio
rimane
nuvoloso.
Alle
18:30
partenza
notturna
per San
Cristòbal
de las
Casas,
costo
348p
(650Km
14h).
Strada
tortuosa.
Sabato
20
Agosto:
alle
8:00
arrivo a
San
Cristòbal
de las
Casas;
subito
alla
stazione
dei bus
ci viene
incontro
una
dell’Hotel
Maria
Elena,
ovviamente
per
addescarci.
Dice che
è vicino
allo
zocalo,
solo 7
quadre
(… ma
quant’è
una
quadra?)
e 5
minuti a
piedi,
costo
150p per
notte.
OK,
convinti
ci fa
portare
gratuitamente
da un
taxi e,
a parte
il
materasso,
l’Hotel
è carino
e
ristrutturato
da poco.
Poco
dopo,
andando
in
centro,
ci
rendiamo
conto di
quante
sono 7
quadre:
2 Km!!
Alla
faccia
dei 5
minuti.
Dato uno
sguardo
veloce
allo
zocalo
ci siamo
diretti
al
mercato:
finalmente
Chiapas,
finalmente
tante
belle
cose
veramente
economiche.
Oltre al
mercatino
per
turisti,
merita
proseguire
sulla
stessa
strada
per
giungere
in cima
al
mercato
della
frutta e
verdura,
veramente
bello,
caratteristico
e
colorato.
Solita
visita
al
centro,
alle
belle
chiese
barocche
e
prenotazione
alla
agenzia
viaggi
per
l’escursione
del
giorno
dopo. I
villaggi
indios
di
Zinacantan
e San
Juan
Chamula,
con
furgone
per
130p.
Nello
zocalo,
sotto ai
portici,
c’è una
bella
agenzia
viaggi
che però
è
ovviamente
la più
cara del
paese.
Invece,
lungo la
strada
alla sua
sinistra,
vi sono
molte
piccole
agenzie
che
propongono
gli
stessi
itinerari
a minor
costo
(dai 20p
ai 50p
in
meno).
Domenica
21
Agosto:
in
mattinata
partenza
con
mini-bus
dell’agenzia
viaggi
verso il
villaggio
indios
di
Zinacantan.
Qua ci
portano
in un
cortile
dove
delle
ragazzine
fanno al
telaio
delle
belle
coperte
colorate
e altri
tessuti
caratteristici
del
Chiapas.
Sempre
li,
all’interno
di una
casupola
di terra
e
grasso,
una
bambina
fa
vedere
ai
turisti
come si
fanno le
tortillas
a mano,
con
tanto di
fuoco e
teglia
per la
cottura.
Subito
la guida
ci tiene
a dire
che
queste
persone
sono li
apposta
per
farsi
fotografare,
senza
problemi
e senza
dover
minimamente
e
obbligatoriamente
comprare
qualcosa.
E allora
via, le
decine
di
turisti
cominciano
a
scattare
foto,
mille
flash,
baci,
abbracci
e
sorrisi
forzati,
una
messinscena
che a
me,
sinceramente,
faceva
ricordare
lo zoo,
con gli
animali
in
gabbia,
da
ammirare
e
fotografare….senza
pericolo.
C’è da
dire che
in
Chiapas
(e in
Guatemala),
le
persone
sono
molto
diffidenti
nei
confronti
di chi
li vuole
fotografare.
Alcuni
sono
convinti
di farsi
rubare
l’anima,
altri,
con la
stessa
convinzione,
sono
altrettanto
convinti
che con
10p o
una
pepsi
comunque
il
problema
dell’anima
si possa
risolvere…..i
miracoli
del
turismo!
Dopo
circa
due ore
si
riparte
verso
San Juan
Chamula.
Entrambi
i paesi
sono
molto
vicini a
San
Cristobal.
Qua ci
fanno
visitare
prima il
cimitero,
poi
tutti in
piazza.
E’
domenica,
e solo
oggi c’è
il
mercato.
La
famosa e
mistica
Chiesa
di San
Juan
Chamula
è li
davanti
a noi.
Molta
attenzione
alle
foto in
giro e
assolutamente
vietate
dentro;
le
cartoline
che
ritraggono
l’interno
però ci
sono e
vanno a
ruba.
Finalmente
si entra
e lo
“spettacolo”
è
notevole.
Fumo,
incenso,
centinaia
di
candele
a terra.
Il
pavimento
è
ricoperto
di aghi
di pino
e le
diverse
persone
in
ginocchio
pregano
con una
continua
cantilena.
Galline
sgozzate
e pepsi
cola
ovunque,
immagini
di Santi
e statue
cristiane.
Vecchi,
giovani,
uomini e
donne,
tutti
intenti
a fare
rutti,
per
liberare
l’anima
dai
peccati.
Un’atmosfera
da
brividi,
dove le
tradizioni
Maya si
sono
fuse con
la
religione
Cristiana,
che
piaccia
oppure
no.
Veramente
molto
suggestivo.
Anche in
questo
paesino
c’è un
piccolo
mercatino
turistico.
Ritorno
a San
Cristobal
nel
primo
pomeriggio.
Poco
dopo
inizia a
piovere
e non da
tregua
fino al
giorno
dopo. Le
strade
che
vengono
giù
dalla
collina
sono
fiumi in
piena e
guadarli
è
piuttosto
spiacevole.
Certo,
la
stagione
delle
piogge
si
chiama
così per
un
motivo!
I locali
però, ci
avevano
rassicurato
che
tutto si
risolve
con
brevi
acquazzoni
serali,
che non
c’è da
preoccuparsi.
Le ore
passano
e
continaua
a
piovere
forte,
fortissimo.
Si fa
freddo.
Veniamo
a sapere
da
un’Italiano,
gestore
di una
pizzeria,
che in
tanti
anni
un’acqua
così non
l’aveva
mai
vista,
era
strano…..che
culo!!!
Alla
sera
prenotiamo
per
l’escursione
del
giorno
dopo a
Palenque,
con
visita
delle
cascate
di Agua
azul e
Misol-ha.
Costo
270p.
Speriamo
che il
meteo
sia
clemente.
Lunedì
22
Agosto:
partenza
alle
6:30,
sotto
all’acqua,
con
minibus
e prima
sosta,
dopo
qualche
ora,
alle
cascate
di Agua
Azul.
Causa la
pioggia
l’acqua
è
torbida
e
impetuosa,
altro
che
azzurra.
Di nuovo
in
marcia
verso
Misol
Ha, una
bella
cascatona
alta 30
metri.
Dopo
un’oretta
ultima
fatica e
visita
al sito
Maya di
Palenque.
In tutto
sono
220Km di
tortuose
montagne,
attraversando
foreste
e
villaggi
zapatisti,
gli
abitanti
sono
poveri e
le
capanne
ne sono
la
testimonianza.
Un posto
di
blocco
militare
lungo la
strada
ci
ricorda
che
comunque
siamo in
Chiapas.
Il sito
è
strepitoso,
avvolto
da una
foresta
che non
da
tregua,
intenta
a
divorare
tutto.
Spunta
un po’
di sole
ed
un’umidità
del 90%
rende
tutto
appiccicoso.
Le urla
delle
scimmie
urlatrici
riempiono
l’aria,
ma dal
tono
della
voce più
che
scimmie
sembrano
veri e
propri
gorilla.
Attenzione
ai
cartelli
che
indicano
la
salida
(l’uscita),
perché
non vi
ritroverete
al punto
di
partenza,
ma
fuori,
sulla
strada
asfaltata
ad 1,5
Km più a
valle
rispetto
l’ingresso.
A noi è
successo!
Fortunatamente
passano
pulmini
che con
qualche
pesos ti
riportano
all’entrata.
Tutti i
biglietti
d’ingresso
ovviamente
li ha
pagati
l’agenzia.
I pranzi
no.
C’è da
dire
inoltre
che oggi
non
avevamo
una
guida,
il
giorno
precedente
sì anche
se in
spagnolo
o
inglese.
Il
ritorno
dura
quasi 5
ore, in
mezzo ai
monti si
scatenano
acquazzoni
allucinanti,
dalle
montagne
vengono
giù
torrenti….
e massi!
La
visibilità
è
ridotta
a zero,
e delle
innumerevoli
topes ci
si
accorge
sempre
all’ultimo
istante.
Evviva
la
stagione
delle
piogge!
Si
arriva a
San
Cristobal
alle
21:30,
ovviamente
piove.
Siamo
cotti,
desolati
e
andiamo
a letto.
Il
Chiapas
è bello,
ma a noi
rimarrà
soprattutto
il
ricordo
della
pioggia
e delle
nuvole
nere.
Non
abbiamo
un
giorno
in più
per
visitare
il
Canyion
Sumidero,
da
alcuni
apprezzato,
da altri
criticato.
Martedì
23
Agosto:
ore 7:30
partenza
per il
Guatemala
con
pullman
ADO, 88p
e 4h
(106Km)
fino al
confine.
Si
arriva
in fondo
al
Chiapas,
percorrendo
una
strada
tranquilla
e
veloce.
Purtroppo
un
brivido
ci viene
quando
arriviamo
sul
luogo di
un
incidente:
un
pullman
ADO si è
infilato
rovinosamente
nel
fosso!!
Probabilmente
l’autista
si è
addormentato,
è
visibilmente
scosso e
disperato.
Per
fortuna
nessuno
si è
fatto
male e
la gente
viene
trasbordata
sul
nostro
autobus.
Arrivati
in
frontiera
si
scende e
ci si
dirige
subito
all’ufficio
messicano
addetto
ai
timbri e
pratiche
varie.
Nulla da
pagare.
Poi
bisogna
salire
su dei
taxi
arancioni
che ti
portano,
con 10p,
fino al
confine
del
Guatemala;
sono 2
Km di
strada,
in terra
di
nessuno!
Si
arriva
quindi
in
dogana,
a la
Mesilla.
L’impatto
è
notevole,
caos
totale,
macchine
e bus
scassati,
terra e
polvere
ovunque.
Subito
all’ufficio
per le
pratiche
di
frontiera,
e
richiesta
di 30p
da parte
del
funzionario
che fa
cadere i
soldi
casualmente
nel
taschino
della
sua
camicia.
Sulla
strada
ci sono
brutti
ceffi
che
cambiano
abusivamente
i soldi
ai
turisti.
Ovviamente
il
cambio
non è
dei
migliori,
ma è
meglio
sorvolare
e
cambiamo
così
$100 per
un
minimo
di
disponibilità.
Ci danno
700Quetzal
(i
giorni
dopo
750!).
Purtroppo
non c’è
soluzione,
anche
perché
da
subito
gli
autobus
si
pagano
in
Quetzal.
Noi
turisti
siamo
veramente
pochi e
l’autista,
riconoscendoci
al volo,
ci
invita a
salire
velocemente
sul bus,
tanto
l’itinerario
è sempre
quello e
loro lo
sanno
bene.
Altro
che ADO,
qui la
musica
cambia e
gli
autobus
sono
vecchi
scuola-bus
americani
degli
anni 50,
scassatissimi.
La
strada è
presto
interrotta
per una
frana, e
dopo
un’ora
di fila
si
riesce
fortunatamente
ad
oltrepassare
l’ostacolo.
Dopo ore
di curve
si
arriva a
Huehuatenango.
Non
preoccupatevi
di dover
sapere
dove e
quando
cambiare.
Fanno
tutto
loro.
L’autista
si
rivolge
a noi e
velocemente
ci fa
scendere.
Non
arriviamo
a capire
che
cavolo
fare che
un altro
autista
dall’altra
parte
della
strada
ci
chiama
sul suo
bus.
Bagagli
che
volano
da un
tetto
all’altro
e soste
che
sfiorano
il
secondo!!
Questo
succederà
altre
due
volte.
Dopo 7
estenuanti
ore
(220Km)
e 53Q
arriviamo
a
Panajachel
sul bel
lago
Atitlan..
Scegliamo
un
albergo
sulla
guida:
hotel
Larry’s
a due
passi
dalla
strada
principale
(150Q).
Poco
dopo, un
breve
scroscio
d’acqua:
cominciamo
bene!
Mercoledì
24
Agosto:
alla
mattina
è sempre
sereno e
la vista
dei 3
vulcani
è
ottima.
Prendiamo
una
lancia
pubblica
e
andiamo
prima a
Santiago
poi a
San
Pedro.
Per
distinguere
le
barche
private
da
quelle
pubbliche
è un po’
un
casino.
Non è
che c’è
una
biglietteria,
tabelle
orarie,
ecc. Ci
sono i
barcaioli
che ti
urlano
di
saltare
sulla
loro
barca.
Pubblica,
privata,
ognuno
dice la
sua,
ognuno
fa il
suo
prezzo.
Quelle
pubbliche
sono più
grandi,
lente ed
economiche.
Ma se
mancano
poche
persone
per
riempirne
una
privata
ti
invogliono
a salire
su
facendoti
lo
stesso
prezzo
della
pubblica.
Poi te
ti siedi
di
fianco a
uno che
è salito
5 minuti
prima e
ha speso
il
triplo!
Insomma,
la
situazione
non è
proprio
chiara,
ma dopo
un po’
si
comincia
a
capire.
Se poi
ci metti
che le
barche
partono
da
un’imbarcadero
ma
quando
arrivano,
arrivano
in uno a
centinaia
di
metri,
la
confusione
aumenta.
Calma e
sangue
freddo,
i
paesini
sono
bellissimi.
Santiago
è pieno
di
bancarelle,
tessuti
e
colori.
San
Pedro
pieno di
localini
e
alberghetti.
Le
barche
girano
fino
alle
18:00 e
verso
sera,
quando
si fa di
nuovo
nero, si
torna a
Pana.
Pioviggina
dieci
minuti
poi
smette.
Il paese
è pieno
di
agenzie
viaggi
che
propongono
le
classiche
escursioni
del
Guatemala:
tutte
hanno
prezzi
identici.
Ne
prenotiamo
due
contemporaneamente,
giusto
per
avere un
po’ di
sconto.
Per
Chichicastenango
e
Antigua
(solo il
trasferimento).
Giovedì
25
Agosto:
ore 9:00
partenza
con il
mini-bus
verso il
mercato
di
Chichicastenango
che c’è
il
giovedì
e la
domenica.
(50Q).
1h di
curve e
salite
mozzafiato
fino al
paesino
con il
più
grande e
folkloristico
mercato
indio
del
centro
America.
Stupefacente,
anche il
cimitero
è tutto
colorato.
Da non
perdere
la
chiesa
di San
Thomas
che
dentro
ricorda
quella
di San
Juan
Chamula.
Partenza
alle
14:00
per
Panajachel.
Venerdì
26
Agosto:
ore 8:00
partenza
per
Antigua
sempre
con
mini-bus
al costo
di 60Q
(1h 30’
110Km).
Sistemazione
all’hotel
Santa
Lucia
n°3 per
150Q a
notte.
Prima
passeggiata
per il
centro e
visita
al
mercato
locale e
al
mercato
per
turisti:
sempre
le
solite
cose.
Cena al
ristorante
casa
Escobar,
con
deliziosa
carne
alla
brace.
Sabato
27
Agosto:
visita
ad
Antigua,
chiese,
monasteri,
rovine e
musei.
La città
è molto
bella
con i
suoi
vulcani
attorno,
ben
tenuta,
ma dopo
un
giorno
la si è
visitata
tutta.
Si cerca
un’agenzia
per il
trasferimento
a Città
del
Guatemala
da dove
si dovrà
prendere
l’aereo
per
Cancun:
si va ai
caraibi!
Domenica
28
Agosto:
ore 8:00
partenza
con
mini-bus
per l’aereoporto
di Città
del
Guatemala
(45’
50Km).
Partenza
alle ore
10:00
con
linea
TACA al
costo di
€ 210,00
; il
biglietto
l’avevamo
prenotato
da casa
ma non
ce ne
sarebbe
stato
bisogno.
L’aereo
è pieno
per un
terzo.
Breve
scalo a
Flores
(per chi
vuole
andare a
Tikal) e
atterraggio
a Cancun
alle ore
14:00
locali
(+1h).
Usciamo
dall’aereoporto
e ci
sembra
di
essere
capitati
in un
girone
dell’inferno
di
Dante.
Tanti
Americani,
centinaia
di
persone
che ci
assalgono
per
proporre
hotel,
bus,
ristoranti,
discoteche,
night,
parchi
giochi,
parchi
acquatici,
parchi
canyon,
parchi,
parchi e
ancora
parchi!!
Tutti si
rivolgono
a me in
inglese
(sono
alto e
biondo),
si
appoggiano,
mi
tirano,
io sono
Italiano,
romagnolo
DOC,
cazzo
voleteeee!!
Statemi
lontani!!!!!!!
Trasferimento
in
pullman
ADO fino
a Playa
del
Carmen
dove
siamo
costretti
a
perdere
un’ora
per la
coincidenza
per
Tulum.
In
questa
ora ne
approffittiamo
per una
breve
passeggiata
nella
via
principale.
Ahi me!
Avete
presente
Rimini?
Peggio
ancora!
Ci
chiediamo
se siamo
in
Messico
o
abbiamo
sbagliato
strada.
Per
curiosità
chiedo
qualche
prezzo
di cose
che vedo
nei
negozi,
le
stesse
acquistate
in
Chiapas
o
Guatemala
(…le
fanno
la). I
prezzi
sono
quadruplicati
o peggio
ancora.
Gli
vomiterei
volentieri
in
faccia,
fanno i
fenomeni
e mi
concedono
sconti
di 10 o
20
pesos.
Li mando
a cagare
tutti e
me ne
torno
alla
stazione
delle
corriere
pregando
che mi
portino
via di
qua al
più
presto
possibile.
In
pullman
siamo
gli
unici
turisti
e il
fatto di
andare a
Tulum
sembra
quasi…inconsueto!
Inizia a
diluviare
e dopo
3h da
Cancun
arriviamo
in paese
(con
linea
Mayab)
alle 18:
00
(132Km
da
Cancun).
Vogliamo
andare
alle
capanne
di Don
Armando
(ora ha
cambiato
nome),
prendiamo
un taxi
che ci
porta
fin la.
Sono
lontane
dal
paese,
ma sono
sulla
spiaggia.
Per la
prima
volta ci
viene
risposto
che di
libere
non ce
ne sono.
Continua
a
piovere,
è buio.
E
adesso?
Taxista
portaci
in un
altro
posto
con
capanne;
uno è
pieno,
l’altro
caro
ammazzato,
un altro
ancora
non ha
la
spiaggia:
e
secondo
te vengo
ai
caraibi
per
stare
steso
sopra
agli
unici
50metri
di
scogli
di tutta
Tulum?
Presi
dallo
sconforto
e dalla
stanchezza
ci
facciamo
portare
nuovamente
in paese
in un
hotel
economico.
Hotel
Acquario
(vicino
alle
rovine,
lontano
dal mare
e dal
paese!....Comodo!)
400p a
notte,
senza
colazione.
Porca
vacca,
si vede
che
siamo
nello
Yucatàn!
Una cena
veloce
(altro
furto) e
poi a
letto,
incazzati
neri.
Lunedì
29
Agosto:
ci
svegliamo
con
l’obiettivo
di
trovare
entro le
12:00
una
capanna.
Facciamo
una
passeggiata
fino
alla
spiaggia.
Nel giro
di
mezz’ora
la
troviamo.
Santa Fè,
tra il
sito
Maya e
Don
Armando.
Le più
economiche,
130p, ma
le più
malandate,
non
tanto
come
capanna
(nella
media di
tutte le
altre),
ma come
bagni
(maltenuti
e con
…..
secchio),
il
bar-ristorante
piuttosto
malconcio
e lozzo!
Ma chi
se ne
frega,
basta
andare
in
spiaggia
e passa
tutto.
Sabbia
bianca
come
borotalco,
acqua
cristallina,
palme e
soprattutto
il
sole!!
Tulum
non ha
certo
spiagge
attrezzate,
non c’è
nulla.
Se vuoi
l’ombra
bisogna
che ti
trovi
una
palma,
se ti
vuoi
stendere,
sdraiati
in
terra.
Pochissima
gente,
pace e
tranquillità.
In paese
ci sono
molti
ristorantini
e i taxi
vogliono
dalla
spiaggia
al paese
35p.
Per non
andare
in
paese,
c’è un
ristorantino
sulla
spiaggia
prima
del Don
Armando,
si
chiama
Don
Cafeto:
è buono
ed
onesto.
Molti
dicono
che le
capanne
sono
diventate
care,
vanno di
moda tra
i
giovani,
sono
sempre
piene e
se le
fanno
pagare:
è vero.
E’ anche
vero che
non c’è
il
pavimento,
passa la
luce tra
i
tronchi
delle
pareti,
passa la
sabbia,
gli
animali
e le
zanzare
(per
queste
c’è la
zanzariera).
Un
topolino
di notte
ci ha
mangiato
i
biscotti
della
colazione.
Nella
doccia
abbiamo
trovato
uno
scorpione,
tra le
capanne
passeggiano
iguane e
granchietti.
Questa è
la
foresta,
queste
sono le
capanne
di Tulum.
Non c’è
luce
elettrica,
mai! Non
c’è
acqua
calda.
Però
andare a
letto
con la
morosa a
lume di
candele,
addormentarsi
con il
rumore
delle
onde e
il
fruscio
delle
palme,
svegliarsi
alla
mattina
e
buttarsi
a mollo
non ha
ugali.
E’
semplicemente
fantastico
e
romantico.
Alla
mattina
arrivano
in
spiaggia
i
pescatori,
puliscono
e
vendono
il
pesce.
A Tulum
l’unica
cosa da
fare è
semplicemente
il
“niente”,
riposarsi
e
rilassarsi!
Martedì
30
Agosto:
Tulum;
mare e
relax.
Alle
12:00 si
parte in
barca
per fare
Snorkelin
alla
barriera
corallina
di
fronte a
noi.
100p a
testa
per un
tempo di
3h,
attrezzatura,
2 banane
ed un
po’
d’acqua.
La
bellezza
non è
proprio
straordinaria,
ma ci si
passa un
po’ di
tempo.
Mercoledì
31
Agosto:
Tulum;
partenza
alle ore
10:00
dalla
stazione
dei
pullman
per il
parco
naturale
di
Xel-Ha.
Pullman
di
linea.
Ingresso
550p ,
da
aggiungere
poi
quelli
per
l’armadietto
e
l’attrezzatura
per lo
Snorkelin.
La baia
è carina
e tra
iguane,
fiumi e
pesci
colorati
si
arriva
piacevolmente
a sera.
Pranzo
al
fast-food
interno
al
parco.
Ore
18:00
uscita e
ritorno
a Tulum.
Diciamo
la
verità,
non è
che sia
il posto
più
bello
del
Messico
e,
sicuramente,
non è il
più
economico;
però è
uno di
quelli
con il
maggior
numero
di
Americani!
Ceniamo
in paese
al
ristorante
italiano
“Nero di
sole” il
quale ha
anche
delle
camere
carine e
non
care.
Giovedì
01
Settembre:
Tulum;
ultimo
giorno
di mare
e
neanche
a dirlo,
sta
nuvoloso
mezza
giornata
con
acquazzone
compreso.
Le cose
da fare
sulla
Riviera
Maya
sono
veramente
tante e
se uno
le
volesse
fare
tutte,
in 15
giorni
non ti
rimane
neanche
il tempo
per un
giorno
in
spiaggia.
Cenote
di tutti
i prezzi
e le
difficoltà,
siti
Maya con
Chichen
Itza e
Tulum in
testa,
biosfera
di Tulum,
parchi
acquatici
e non,
barriera
corallina,
ecc.
Venerdì
02
Settembre:
Tulum,
ore 7:30
ultimo
bagno ai
caraibi
e
trasferimento
a Cancun.
Pullman
ADO alle
10:00
(132Km)
dalla
stazione
dei bus,
sosta a
Playa e
arrivo
all’aereoporto.
Ore
16:30
partenza
per
Città
del
Messico
con
Mexicana
(2h).
Ore
20:30
partenza
per
Madrid
con
Iberia
(11h).
Sabato
03
Settembre:
Arrivo a
Madrid
alle
14:30
locali e
alle
16:00
partenza
per
Bologna.
Arrivo
alle
18:00.
Iberia,
a
differenza
di altre
persone,
a noi ci
ha
soddisfatto,
sempre
puntuale
e
corretta.
Traendo
delle
conclusioni
posso
dire che
il
viaggio
è stato
fantastico,
bellissimo
ed
eccitante.
Agosto
non è il
periodo
migliore,
ma se è
l’unico
periodo
per voi
disponibile
non
esitate
ad
andare
via. Non
credete
a quello
che vi
dirà la
maggior
parte
della
gente.
Sono
quelli
che
normalmente
hanno
fatto 10
giorni a
playa
del
Carmen e
sono
convinti
di
essere
stati in
…Messico.
Non
sanno
che la
maggior
parte
del
territorio
è in
montagna,
1000 o
2000
metri,
la
mattina
e alla
sera è
fresco,
altro
che afa.
Il vero
caldo è
solo al
mare e
non è
poi così
peggio
dell’afa
che
avvolge
la
pianura
Padana
in
Giugno e
Luglio.
Le
piogge
ci sono,
ma solo
ogni
tanto.
A parte
lo
Yucatàn,
il
Messico
è
economico
e il
Guatemala
ancora
di più.
Si
viaggia
bene,
comodi,
organizzati
e
sicuri.
C’è la
stessa
delinquenza
che ci
può
essere
nelle
grandi
città
Italiane.
Basta
non
essere
incoscienti
e
sprovveduti.
La carta
di
credito
serve,
ma a mio
avviso
solo per
sicurezza.
Prendete
su €1000
in
contanti
($ per
il
Guatemala),
cambiateli
tutti
appena
arrivati
in
aereoporto
e
spenderete
sempre
meno. Se
pagate
con le
carte
vogliono
sempre
il 5% in
più:
alberghi
e
ristoranti.
Senza
contare
che nei
posti
più
economici
non
sanno
neanche
come
funziona!
Per fare
bancomat
bisogna
innanzitutto
trovarlo,
sperare
che sia
in
funzione
e poi
fare la
fila.
Ovviamente
commissioni
su
commissioni.
Prelievi
massimi
da
3000p.
Escluso
i voli
(€1300 a
testa
con
assicurazione)
abbiamo
speso
€850 a
testa,
tutto
compreso.
Ad
Agosto
di
turisti
ne
abbiamo
incontrati
veramente
pochi
(tranne
nello
Yucatàn),
mai un
albergo
o un
ristorante
pieno.
I
pullman
è meglio
prenotarli
appena
si
arriva
alla
stazione
dei bus,
perché
fino a
due
giorni
prima
non c’è
problema,
ma
all’ultimo
momento
comunque
si
riempiono.
In
fondo,
non è
che poi
sono
così
numerosi.
Il
Messico
è una
cosa, la
riviera
Maya è
un’altra.
Andate
in
Messico
e in
Guatemala……ma
girate
il più
possibile.
Per info:
stefano.pantera@stafer.com
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