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Pare che
questo
sia
l’anno
dell’America.
Di
sicuro
non
sapevo
che
saremmo
stati
tanto
alla
moda
quando
ho
proposto
per il
mese di
agosto
un
viaggio
alternativo
al
solito
mare. La
colpa è
stata
della
Pia che
a
gennaio
ha
esordito
dicendo
che si
era
stufata
della
vacanza
in
roulotte
a Vieste
. “Cosa
mi
proponi
? “dice
lei
….beh,
“campeggio
per
campeggio”,
dico io,
“un giro
in
America
in
camper
“….la
perplessità
non è
poca, ma
ci
convinciamo
a
vicenda
e la
ricerca
comincia.
L’idea
dei
parchi
americani
in
camper
stava su
un
vecchio
giornale
di
turismo,
tenuto
da parte
in
attesa
dell’occasione
buona e
…voilà.
I giorni
sarebbero
stati
solo una
decina,
per cui
importante
era
trovare
un buon
volo che
ci
portasse
il più
vicino
possibile
alle
nostre
mete. A
febbraio
si
scopre
un
Milano
–Phoenix
della
British
via
Londra
con un
buon
prezzo :
€ 664,00
….si
compra
il
biglietto
in base
alle
ferie di
Roberto
dal 17
al 28
agosto,
non via
internet,
ma
dall’agenzia
Happy
World
di
Voghera
www.happyworldviaggi.com
che
oltre a
farci lo
stesso
prezzo ,
ci tiene
bloccati
i
biglietti
per 10
giorni e
ci
stipula
anche la
polizza
annullamento
Subito
mi
accorgo
della
difficoltà
di
noleggio
di un
camper
in
Phoenix.
Mica
siamo a
San
Francisco
o Los
Angeles!!!
Dopo un
po’ di
ricerche
e tante
incertezze,
stipulo
il
contratto
per un
29” da 7
posti
con
www.rv4rent.com
al costo
di $
2.335,00
.E’anche
l’unico
che si
dichiara
disponibile
al
ritiro
del
mezzo in
domenica
giorno
del
nostro
volo di
rientro
per
l’Italia.
In sei
mesi di
ricerche
fatte da
un’
attenta
lettura
della
guida
Routard
“USA
Ovest I
parchi
nazionali”
e di una
quantità
di diari
di
viaggio
incontrati
navigando
in
internet
nonché
di 1000
domande
rivolte
agli
amici
dei
vari
forum di
:
www.45parallelonord.com
www.americaontheroad.com
www.ilgiramondo.net
www.tipadvisor.com
pianifico
il più
possibile
il
nostro
viaggio
e
all’alba
del
17
agosto
partiamo
in 6 +
6
valigie:
io ,
Roberto,
Pia e
suo
marito
Pietro,
Lorenza
e Paola.
Il team
è lo
stesso
collaudato
nel
viaggio
in
Venezuela
lo
scorso
anno.
Dopo un
viaggio
estenuante
per i
controlli
a Londra
e le ore
di
attesa
noi 6
arriviamo,
i
bagagli
no…. o,
almeno,
2 no! Si
è
verificato
quello
che
temevo
fin
dall’inizio.
Fortuna
che
avevamo
diviso
vestiti
e
accessori
nelle
varie
valigie,
così da
tentare
di
assicurarci
la
sopravvivenza.
Denuncia
al banco
British
e
assicurazione
che i
bagagli
ci
avrebbero
raggiunto
nel
nostro
tour (
ma chi
ci
crede???)
e
omaggio
di 2
carte di
credito
da 50$
una
delle
quali
non
funzionante
…(ma ce
ne
saremmo
accorti
solo il
giorno
dopo!).
La
ricerca
e la
denuncia
dei
bagagli
smarriti
ci ha
portato
via un
buon
paio
d’ore…altro
che
bagno
nella
piscina
dell’hotel!
Sicura
che lo
shuttle
della
Quinta
Inn
prenotato
tramite
www.expedia.it
, non
sarebbe
stato ad
aspettarci
all’uscita,
chiedo a
Ron ,
simpatico
addetto
al banco
informazioni
del
terminal
4 , di
mettersi
in
contatto
con il
nostro
hotel.
Ben
conscia
del mio
pessimo
inglese
, cerco
di
capire
qualcosa
parlando
al
telefono
con la
reception
dell’hotel,
ma è
davvero
troppo!!!!
Comunque
Ron ci
aiuta e
riusciamo
a
raggiungere
l’uscita
del
terminal
per
aspettare
lo
shuttle
compreso
nel
prezzo
pari a
104,00 €
per 2
camere
triple
con
colazione
a
buffet,
utilizzo
di
internet
gratuito
e
telefonate
urbane
free.
Il caldo
è tanto,
nonostante
siano
ormai
quasi le
8 di
sera …..Arrivati
in
hotel,
ci
ficchiamo
in
camera,
adattiamo
l’aria
condizionata
alle
nostre
esigenze
e ci
facciamo
il primo
caffè
americano
con la
macchinetta
in
dotazione
e dopo
una sana
doccia
tentiamo
di
dormire
( cosa
quasi
impossibile
vista la
diversità
di
fuso….).
18/8/06
è il mio
compleanno!
Dopo una
bella
colazione
e la
telefonata
per
sollecitare
il bus
che,
secondo
gli
accordi
presi
con il
noleggiatore
,avrebbe
dovuto
arrivare
alle 8
per
portarci
per 50$
a
ritirare
il
camper,
alle
nove
compare
una
limousine……bella,
anzi
bellissima….peccato
che noi
siamo in
6 e un
pulmino
sarebbe
stato
sicuramente
più
adeguato!
Ci
adeguiamo
noi e
viste le
nostre
stazze
non
proprio
da
americani
,
riusciamo
ad
entrare
tutte
nella
lincoln
con i
vetri
scuri
per
farci
sti 30
minuti
di
trasferimento……Eric
ci
aspetta
a Peoria,
per
consegnarci
il
camper (
ma ci
sarà????)
….Durante
il
tragitto
incominciamo
a
prendere
confidenza
con le
superstrade
americane
e con la
mancanza
assoluta
di
indicazioni
logistiche.
Meno
male che
nella
preparazione
del
viaggio
ho
tenuto
conto di
questo e
ho
studiato
su
www.mappquest.com
ogni
spostamento
e
stampato
gli
itinerari.
Dopo
circa
mezz’ora
arriviamo
a Peoria
: il
posto
esiste
davvero!
Alle
11,00 ,
dopo
un’ora
buona di
sudate
spiegazioni
sul
funzionamento
di
scarichi,
generatore,
pompe e
rifornimento,
con
l’augurio
di “good
luck” da
parte di
Eric
partiamo
per l’
AVVENTURA.
La meta
finale
del
primo
giorno è
il
Canyon
di
Chelley
a 355
miles da
Phoenix.
Dopo 3
ore ci
fermiamo
a
Hollbrook
per il
primo
hamburger
$ 12 in
due con
ripetuto
rifornimento
di
coca-cola
per
proseguire
velocemente
alla
volta
della
Petrified
Forest.
Ci
entriamo
da sud,
facendo
il
nostro
National
Park
Pass $
50
valido
fino ad
agosto
del
prossimo
anno per
l’ingresso
in
tutti i
parchi
statali.
Ci
fermiamo
per un
rapido
trail al
Giant
Logs che
ci da la
possibilità
di
vedere
alcune
dei più
grandi
tronchi
pietrificati
di tutto
il
parco.

Pia è
entusiasta
e pensa
a come
impostare
una
lezione
ai suoi
alunni.
All’altezza
del
Painted
Desert
riprendiamo
la
statale
40. E’
sera
quando
arriviamo
al
campground
Cottonwood
nel
canyon
de
Chelley.
Il
pernottamento
è
gratuito
.
Improvvisiamo
una cena
con le
buste
knorr
portate
dall’Italia
e la
torta di
compleanno
che Eric
ci ha
fatto
trovare
in
frigorifero.
Non
manca
neanche
l’
“Asti”
spumante.
Auguri!!!!!

19/8/06
Ci
svegliamo
alle sei
e dopo
la
colazione
ci
dirigiamo
subito
al
canyon
per la
discesa
alla
White
House.

Questo
trail è
l’unico
permesso
in forma
autonoma.
Per
avere
una
visione
più
complessa
del
territorio
indiano,
bisogna
rivolgersi
al
Visitor
center e
aggregarsi
a
qualche
tour
organizzato.
Il trail
ci porta
via 2
ore tra
discesa
e
risalita
e
consiglio
vivamente
di farlo
quando
il sole
non è
ancora
alto…..Proseguiamo
la
visita
del
Canyon
dall’alto,
percorrendo
tutto il
south
rim e
fermandoci
ai vari
view
point. A
mezzogiorno
facciamo
tappa al
Basha’s
di
Chinle
per
rifornire
il
nostro
frigorifero.
Il
supermercato
è pieno
di
indiani
e noi
sembriamo
davvero
gli
unici
turisti
lì
dentro…C’è
anche un
reparto
di
gastronomia
e non
manca il
chicken
arrosto.
Pietro è
a
posto,noi
non
disdegnamo!Riprendiamo
la
strada
che si
snoda
sinuosa
in mezzo
alla
valle e
alle
17,30
entriamo
nella
Monument
pagando
una
tassa
d’ingresso
di 5$
pro-capite
e
prenotando
il posto
nel
campground
annesso
per la
modica
cifra di
$ 10 .
Le docce
si
pagano a
parte 1$
a testa.
Decidiamo
di
percorrere
le 17
miglia
della
pista
sterrata
all’interno
della
Monument
con il
nostro
camper e
restiamo
dentro
fino
alle
20,15
godendoci
il
tramonto
dal John
Ford
mentre
ci
facciamo
un
aperitivo.

La notte
al
campeggio
è
magica…sotto
il manto
di
stelle e
una
luminosissima
via
lattea
riusciamo
a
dormire
nel più
assoluto
silenzio
fino
alle
6,15 del
20/8/06
ora del
sunrise
. L’alba
appunto,
non si
può
perdere.
Anche
perché
qui, a
differenza
che in
altri
Canyon,
il
vederla
non
comporta
scarpinate
o
utilizzo
di mezzi
per
raggiungere
un punto
panoramico.
Qui
basta
affacciarsi
al
finestrino
del
camper e
ci sei
in
mezzo…

alle
8,40
partiamo
alla
volta di
Canyonlands
the
Needles.Alle
11,40
siamo
alla
partenza
del
trail di
Cave
Spring.
Ci
mettiamo
circa
1ora e
mezza
per
percorrere
questo
divertente
sentiero
sotto
gigantesche
pietre a
forma di
funghi e
con un
bellissimo
panorama
su buona
parte
del
immenso
canyon.

Davvero
Canyonlands
lascia
quasi
senza
fiato
per
quanto è
grande!
Raggiungiamo
il Big
Spring
canyon
overlook,
ma
evitiamo
di
scendere
lungo il
loop
visto il
caldo
del
primo
pomeriggio.
Pranziamo
nella
vicina
area di
sosta
con una
bella
insalata.
Dopo
avere
fatto il
giro del
canyon
ripartiamo
alla
volta di
Moab
dove
pernottiamo
al
campground
Slickrock
www.slickrockcampground.com
per 42$.
Direttamente
tramite
la
reception
prenotiamo
per il
giorno
dopo il
raft sul
colorato
al costo
di $ 42
a
persona
per
mezza
giornata.
A cena
ci
permettiamo
il
ristorante
da
Bucks
Grill
House (
proprio
attaccato
al
campeggio)
dove
lavora
uno dei
10
miglior
giovani
chef
degli
stati
Uniti (
così
almeno
dice la
Routard).
In
effetti
le
bistecche,
in
particolare
quella
di
bufalo,
sono
davvero
gustose
e il
conto
non è
affatto
salato !
$ 160
per 6
persone.
21/8/06
alle ore
8 siamo
pronti
per
essere
prelevati
dal bus
dell’agenzia
www.adrifit.net
( $ 36 +
tax) che
ci porta
all’ufficio
dove
altri
sono già
imbragati
nei
salvagenti
per
quella
che
dovrebbe
essere
un’avventurosa
discesa
del
fiume.

Di
fatto di
avventuroso
non ha
proprio
niente,
ma i
panorami
lungo il
corso
del
Colorado
sono
estasianti
( parola
del Robi).
L’escursione
termina
alle
12,30 ,
recuperiamo
il
camper e
affamati
ci
fondiamo
da
Denny’s
per
pranzo
leggero
a base
di
panini
di pollo
e
insalate.
Alle
15,30
siamo al
primo
trail
nel
parco di
Arches.
Con
brevi
hike
raggiungiamo
il
Balanced
Rock e
Windows
Section.
Lasciamo
per
ultima
la
salita
al
Delicate
Arch che
ci
impegna
per
un’ora.
E’
piuttosto
faticosa
anche
perché
fa
ancora
caldo.
Giunti
in cima
il
panorama
è
davvero
mozzafiato.
Siamo in
compagnia
di
diverse
altre
persone
e tutte
in
attesa
di
vedere
il
tramonto
davanti
ad uno
degli
archi
più
fotografati

La
discesa
all’imbrunire
ci
impegna
solo 35
minuti .
La
giornata
è stata
intensa
.
Ripernottiamo
allo
Slickrock,
dal
momento
che il
campeggio
di
Arches è
al
completo.
Forse
non è un
male,
visto il
caldo di
quel
parco.
Possiamo
almeno
godere
della
piscina
,
dell’idromassaggio
e di una
doccia
calda ,
mentre
Pietro
scola
spaghetti
made in
italy!
22/8/06
il
camper
si mette
in moto
piuttosto
presto e
alle
6,50
entriamo
nuovamente
al
National
Park di
Arches .
Tristemente
consumiamo
una
colazione
a base
di succo
di
frutta e
cereali,
piangendo
la morte
della
caffettiera
di Pia
giunta
fino a
qui
nell’unico
suo
bagaglio
superstite…..di
fatto
Pietro
si è
dimenticato
di
riempirla
la sera
precedente
, ma
ugualmente
è stata
messa
sul
fuoco
per
l’indispensabile
caffè
mattutino
.Ha così
miseramente
finito i
suoi
giorni
sulla
cucina a
gas di
un
camper
in
America….
In
programma
per la
mattinata
il
Double
Arch.
Questo
loop,
lungo
circa 4
miglia ,
permette
di
vedere
diversi
archi
che si
trovano
sulla
strada
e alla
fine del
percorso,
dopo
aver
superato
nonostante
le
vertigini
di Pia
qualche
passo
appena
un po’
difficile,
eccolo
lì, il
Double
Arch….mi
viene da
chiedermi
se
abbiano
girato
qui
qualche
ripresa
dei film
di
indiana
Jones…….

E’
sicuramente
un trail
da fare
al
mattino,
perché
il
tragitto
è per
buona
parte in
ombra e
la
temperatura
abbastanza
clemente…
a
mezzogiorno,
al
termine
della
nostra
escursione,
il
parcheggio
è pieno
di auto
e
camper…non
invidiamo
certamente
i
turisti
arrivati
adesso!
Per il
pomeriggio
abbiamo
previsto
la
visita
di
Island
in the
Sky, la
parte di
Canyonlands
più
vicina
ad
Arches.
Il tempo
si è un
po’
guastato,
ma
riusciamo
lo
stesso a
percorrere
tutto il
canyon
stupendoci
nuovamente
della
maestosità
dei
paesaggi.
Ci
concediamo
un
piccolo
trail
per
arrivare
fino a
Upheavel
Dome a
quello
che si
pensa
essere
il
cratere
lasciato
da un
meteorite

e poi
ci
lasciamo
affascinare
dal
panorama
sul
White
Rim,
percorso
una
volta da
mandrie
di
mucche
guidate
da
mitici
cowboys
alla
ricerca
di più
verdi
pascoli,
e ora
solcato
da
sporadiche
jeep di
turisti
alla
ricerca
del
brivido.
In
lontananza
, il
cielo
sopra
l’immensa
vallata
, è
percorso
da
qualche
lampo
argentato….sulla
stessa
strada
per
Canyonlands
c’è un
piccolo
parco il
Dead
Horse e,
vista la
stanchezza
,
chiediamo
al
ranger
di
guardia
all’ingresso
se sia
possibile
pernottare
nel
campeggio.
Con aria
davvero
felice
il
ranger
dice che
“sì” , “
è
possibile”…Paghiamo
al
visitor
center
15$
comprensivi
della
tassa
d’ingresso
( qui
non vale
il
national
pass)
per
pernottare
in
questo
pulitissimo
campeggio.
Peccato
per il
tramonto
sull’anfiteatro
di
questo
piccolo
canyon.
Il cielo
appena
coperto,
non
permette
di
apprezzare
al
meglio
il
panorama
sui due
fiumi
sottostanti,
il
Colorado
e il
Green
River,
ma anche
così
riusciamo
a
percepire
la pace
del
posto…..
23/8/06
oggi
tappa di
trasferimento
attraverso
quella
che
viene
definita
una
della
più
belle
strade
d’america
la
scenic
view UT
12.
Partiamo
con
calma
alle
9,30
dopo
aver
approfittato
dei
telefoni
del
parco.
Durante
il
viaggio
è
pressoché
impossibile
rimanere
in
contatto
telefonico
con le
famiglie
a casa.
Nelle
vaste
distese
e nei
canyon i
cellulari
non
prendono
e così
utilizziamo
i
telefoni
pubblici.
Utile la
carta
prepagata
Columbus
del
costo di
€ 12 che
abbiamo
acquistato
in
Italia e
che ci
permette
120min
di
conversazione
con
telefoni
fissi. A
Torrey
ci
fermiamo
a
mangiare
al
Capitol
Reef Inn
& Cafè
dove
spediamo
85$
. Piatto
forte, o
meglio
sarebbe
dire
sandwich
forte
,la
trota
più o
meno
affumicata
proveniente
dal
vicino
allevamento.
Capiamo
gran
poco di
quello
che ci
dicono,
e
scegliamo
dal menù
in base
al
nostro
istinto….tutto
sommato,
non
male. Il
resto
della
strada
che ci
porta
fino a
Tropic è
simile
alle
nostre
strade
di
montagna.
Ecco
cosa
intendevano
per
scenic
view….ci
sono
punti in
cui mi
sembra
davvero
di
essere a
casa,
su, su
per i
tornanti
delle
nostre
valli in
alta
montagna.
Incontriamo
spesso
cerbiatti
e daini
, e poi
cavalli,
fattorie
e mucche
al
pascolo.
Arriviamo
al Bryce
canyon
un po’
in
ritardo
sulla
mia
tabella
di
marcia,
sono le
17,30 e
dopo un
simpatico
approccio
con una
delle
ranger
del
parco,
decidiamo
di
pernottare
al
Sunset
Campground
che
paghiamo
con il
sistema
della
busta.
Trovato
il posto
che fa
per noi,
deponiamo
nella
cassetta
all’ingresso
del
camping
la
busta
con
dentro
il costo
del
pernotto
: 10$.
Il
camping
è senza
luce e
dopo le
8 non si
può
usare il
generatore
, ma noi
ci
uniformiamo
volentieri
alle
regole
del
silenzio.
Anche
qui,
come
ovunque
i bagni
sono
puliti ,
c’è
acqua
potabile
e non
lontano,
al
General
Store è
possibile
fare
docce,
scaricare
e
caricare
l’acqua
del
camper.
Percorriamo
a piedi
un
tratto
del rim
che
costeggia
l’anfiteatro,
rosseggiante
dei
colori
della
sera ,
mentre
orde di
turisti
( per lo
più
italiani)
scattano
fotografie
e
ciarlano
tra
loro. Ma
dopo il
tramonto
il Bryce
è tutto
nostro…..Appena
discosta
dal
camper
una
famigliola
di
cerbiatti
cena
indisturbata
brucando
l’erba
umida.
Le
stelle
nemmeno
si
vedono,
nascoste
così
come
sono dal
folto
della
foresta.
24/8/06
accompagnati
dagli
scoiattoli
che
scorazzano
sugli
alberi e
dagli
uccellini
che
fanno
colazione
con le
briciole
che
abbiamo
lasciato
la sera
prima,
ci
prepariamo
per
scendere
nel
canyon.
Abbiamo
pensato
di
combinare
il
Navajo
Trail
con i
Queen’s
Garden (
4,6
km)partendo
dal
Sunset
Point
per
risalire
dal
Sunrise
Point.
L’intero
percorso
ci porta
via
un’ora e
mezza,
in mezzo
ad un
panorama
davvero
entusiasmante.
Forse il
Bryce è
il parco
che ci è
più
rimasto
nel
cuore e
sicuramente
vale la
permanenza
anche di
oltre
una
notte…..con
il
camper
arriviamo
fino al
paria
View
Point,
dove la
segnaletica
indica
l’altitudine
: mt.
2700 !

Alle 10,
45
usciamo
dal
parco
per
dirigerci
verso
Page.
Non
abbiamo
inserito
in
questo
viaggio
lo Zion
Park,
che pure
è molto
vicino
al Bryce,
in
quanto
abbiamo
ritenuto
che
avremmo
dovuto
visitarlo
troppo
di
fretta,
mentre
ci
sembra
che
questa
zona
sicuramente
meriti
un
futuro
più
attento
passaggio…..
Prima di
arrivare
alla
cittadina
di Page,
il
nostro
itinerario
prevede
la sosta
a Lone
Rock, un
grosso
scoglio
che
spunta
isolato
nell’acqua
del lago
Powell
circa 4
miglia
prima
della
marina.
Alle
13,30,
orario
in cui
arriviamo,
credo ci
siano
circa 50
° !!!!
temperatura
ideale
per un
bagno……

Il
pranzo
però lo
consumiamo
all’interno
del
camper
con
l’aria
condizionata.
Credo
sia
questo
il posto
più
caldo
che
abbiamo
incontrato
in tutto
il
viaggio.
Escluso
proprio
di
campeggiare
qui.
Dopo
esserci
fermati
per
qualche
foto
allo
Scenic
View ,
ripartiamo
alla
volta
della
diga di
Glen
Canyon
che però
possiamo
vedere
solo
dall’esterno,
visto
che alle
15,30
sospendono
le
visite
guidate
(gratuite)
per il
“sopraggiungere
di
condizioni
metereologiche
avverse
“ . Così
ci
dicono
gli
addetti
ai
lavori,
di fatto
4 gocce
d’acqua…
anche da
fuori
comunque
la diga
è
imponente…
In
anticipo
sulla
tabella
di
marcia,
ci
dirigiamo
al Page
Lake
Powell
Campground
www.campground.page-lakepowell.com
dove
con 21$
di
pernottamento
possiamo
utilizzare
anche la
piscina
coperta
e la
vasca
idromassaggio
; ne
approfittiamo,
intanto
che
fuori
piove.
Passiamo
il resto
del
pomeriggio
a fare
shopping
e a
valutare
dove
cenare.
Alla
fine,
anche su
consiglio
di una
famigliola
francese,
decidiamo
per la
Steack
House
sulla
North
Lake
Powell
Blv,
dove
spendiamo
152
$
per 6
magnifiche
bistecche,
zuppa di
fagioli,
buffet
di
verdure
e 5
birre.
Decisamente
ottimo!!!
25/8/06
questa
mattina
è
dedicata
all’Antilope
Canyon.
Abbiamo
prenotato
l’escursione
per le
ore
11,30
via
internet
dal sito
www.antilopecanyon.com
al costo
di 28
$ così
ce la
prendiamo
comoda.
Possiamo
anche
andare
al
fornitissimo
supermercato
dei Page
e fare
l’ultima
spesa.
Alle 11
siamo
davanti
all’ufficio
in Lake
Powell
Boulevard
per
essere
prelevati
dai
camion
dell’agenzia.
Era
anche
possibile
arrivare
direttamente
all’ingresso
del
canyon ,
lasciare
lì il
camper
ed
entrare
con i
navajo,
ma
temendo
di non
trovare
posto
nei tour
del
mattino,
abbiamo
preferito
prenotare.
Non so
se sia
stato un
bene,
vista
l’organizzazione
della
gita.
Sicuramente
suggestivo
il
canyon,
giusta
la luce
( si
deve
essere
nel
canyon
tra le
11,30 e
le 14
quando i
raggi
del sole
entrando
quasi
perpendicolarmente
conferiscono
al posto
una
suggestione
particolare),
decisamente
troppa
la
gente…..
Lasciamo
la
piacevole
cittadina
di Page
dirigendoci
sulla 89
verso
Flagstaff.
All’altezza
del
miglio
545, una
grande
P
bianca
dipinta
su una
roccia
indica
che si è
all’altezza
dell’Horseshoe
Bend. Il
belvedere
a picco
sul
Colorado
è
raggiungibile
dal
parcheggio
con una
camminatina
di circa
20
minuti
che
decidiamo
di farci
dopo
pranzo.

Altra
idea non
molto
felice,
vista la
temperatura…
sopravviviamo
e alle
15,40
ripartiamo
alla
volta
del
Grand
Canyon
dove
abbiamo
prenotato
via
internet
dal sito
http://reservations.nps.gov/
campeggio
per
questa
notte al
Mather
Village,
costo 18
$.
Entrando
nel
parco da
est,
percorriamo
tutta la
Desert
View
fermandoci
per il
tramonto
al Lipan
point .
La
vista
qui,
come in
ogni
altro
punto,
ci fa
sentire
l’immensità
del
canyon.
Aspettiamo
con
fiducia
che il
sole
esca
dalle
nubi per
permetterci
le
immancabili
foto del
tramonto
sul
Grand
Canyon…non
siamo
tanto
fortunati,
ma in
compenso
non
siamo
nemmeno
fotografi
professionisti
e
fortunatamente
non
dipende
dal
tramonto
sul gran
canyon
la
nostra
paga!!!

Arriviamo
all’ingresso
del
campeggio
che è
già buio
e sotto
una
inaspettata
fitta
foresta
,
accendiamo
il fuoco
nel
barbecue
di cui è
dotata
ogni
piazzola
per
cuocere
le
bistecche
che
abbiamo
comperato
nel
supermercato
di Page.
Ottime!!!
Siamo
piuttosto
stanchi
e di
comune
accordo
decidiamo
che
possiamo
lasciare
ad altri
la
visione
dell’alba
per il
giorno
dopo……pertanto
il
26/8/06
ci
alziamo
tardi
(!) sono
le 8
quando
spostiamo
il
camper e
lo
parcheggiamo
davanti
alla
Stazione
Ferroviaria
del
Village.
Ci
incamminiamo
lungo il
South
Rim
trail
che
percorriamo
per
buona
parte a
piedi.
Il
sentiero
non è
difficile
ed è
bello
camminare
costeggiando
il
canyon .
Per il
ritorno
utilizziamo
lo
shuttle
gratuito
sia la
linea
rossa
che la
linea
verde
verso
Kaibab
che a
dire la
verità
non ci
entusiasma
più di
tanto.
Ritorniamo
alla
stazione
attraverso
un
sentiero
pedonale
che
passa in
mezzo al
Village
ombreggiato
da
piante
ad alto
fusto.
E’
questo
che più
ci ha
sorpreso
nel
Grand
Canyon :
la
presenza
di
boschi e
di tanto
verde,
mentre
solitamente
viene
fatta
vedere
solo la
parte
rocciosa
e
desertica
del
canyon.
Arriviamo
alla
stazione
giusto
in tempo
per
vedere
arrivare
anche il
treno a
vapore.
Dopo il
pranzo
partiamo
alla
volta di
Sedona
uscendo
dalla
parte
Sud del
parco.
Percorriamo
ancora
la 89
attraversando
la zona
di Oak
Creek.
E’
davvero
una
bella
vallata,
in mezzo
a
foreste
con
un’infinità
di
sentieri,
paragonabile
sicuramente
alle
nostre
montagne,
e forse
proprio
per
questo
,per noi
un po’
meno
entusiasmante
dei
paesaggi
a cui
ci ha
abituato
la vista
dei
parchi
visitati
in
precedenza.
In fondo
alla
vallata,
nuove
rocce
rosse,
culminanti
nel Red
Rock
Mountain
contornano
la
cittadina
di
Sedona.
Ci
piacerebbe
fermarci,
ma è
piuttosto
tardi e
dobbiamo
cercare
il
nostro
ultimo
campeggio.
Per
l’ultima
notte
non
badiamo
a spese
e
pernottiamo
al Lo-Lo-Mai
Springs
Campground
www.lolomai.com
a 10
miglia a
SO di
Sedona.
Il
campeggio
è
delizioso,
in riva
al Verde
River,
con
piazzole
attrezzate
,
laghetto
artificiale
in cui
sguazzano
grasse
oche ,
piscina
e
bungalow.
Spendiamo
53$ , ma
l’aria
che si
respira
ci fa
sembrare
di stare
dentro
una
fiaba di
altri
tempi.
E’ la
nostra
ultima
sera…ceniamo
pantagruelicamente
con
tutto
quello
che
abbiamo
ancora
nel
frigorifero…
27/8/06
è
l’ultimo
giorno e
ce la
prendiamo
con
calma.
Dopo
aver
preparato
i
bagagli,
alle
10,30
partiamo
alla
volta di
Phoenix
per
riconsegnare
il
camper.
Per
strada
nessun
intoppo
e,
grazie
anche
alla
memoria
fotografica
di
Lorenza
che
viene in
soccorso
alle
indicazioni
stampate
sul mio
cartaceo,
alle
12,30
siamo a
Peoria.
Giusto
in tempo
per
rifornire
il
camper
di
benzina
(
dobbiamo
lasciarlo
con il
serbatoio
pieno,
come
l’abbiamo
trovato)
e
rifornire
il
nostro
stomaco
dell’ultimo
hamburger
made in
Usa ( di
cui a
dire la
verità
non
abbiamo
proprio
abusato).
Ad
aspettarci
un
incredulo
Eric :
ce
l’abbiamo
fatta !
e…le due
valige
mancanti
consegnate
dalla
British
appena 3
giorni
prima……
In 10
giorni
abbiamo
percorso
1821
miglia
spendendo
636 $ di
benzina.
Per un
viaggio
in
America,
davvero
abbiamo
fatto
poche
miglia,
ma
l’intento
di
questo
viaggio
era
quello
di
cercare
di
vivere
il più
possibile
i posti
che
avremmo
visitato.
Ci siamo
ragionevolmente
riusciti.
Abbiamo
pranzato
in
ristoranti
4
volte
per 457
$ e
dormito
9 volte
in
campeggio
per 154
$.
Il costo
complessivo
del
viaggio
pro-capite,
comprensivo
del
biglietto
aereo è
stato di
circa
1300
euro.
P.S.
dopo un
accurato
trattamento
del
Pietro,
a base
di non
si sa
quale
acido e
formula
magica ,
la
caffettiera
è
risorta,……
come
nuova.
Pronta
per la
prossima
AVVENTURA. |